Non una semplice perdita ma un lutto a tutti gli effetti, con forti analogie a quanto avviene per un parente stretto. Un progetto internazionale guidato dall’Università Statale di Milano ha studiato il dolore nelle persone che perdono un quattrozampe, evidenziando un impatto psicologico di intensità decisamente sottovalutata. Come riporta Adnkronos Salute i proprietari sviluppano forti connessioni emotive con cani tanto da considerarli spesso come membri della famiglia. I ricercatori hanno sviluppato e validato scientificamente un questionario che è stato utilizzato per riconoscere e valutare il processo del lutto nelle persone che perdono l’amico cane. I primi risultati sono stati pubblicati sulla rivista ‘Animals’ e confermano la tendenza delle persone a umanizzare l’animale domestico e a percepirlo come uguale agli esseri umani in termini di emozioni, bisogni e diritti legali.  L’impatto psicologico è tale che, dopo la sua morte, subentra nella persona una visione negativa della vita, fatta di sensi di colpa, dolore, rabbia, pensieri intrusivi e rimpianti, con qualche differenza legata al genere e all’età del proprietario. Le donne, infatti, mostrano una risposta più intensa al lutto rispetto agli uomini, ma questo potrebbe anche semplicemente riflettere una loro maggior propensione a esprimere la sofferenza. I proprietari più giovani sono invece quelli che più facilmente provano senso di colpa quando muore il cane. Il ‘Mourning Dog Project’, è uno studio guidato da Federica Pirrone, etologa del dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università degli studi di Milano, e Stefania Uccheddu, medico veterinario esperto in comportamento animale del Vetethology Group (Belgio), in collaborazione con un team di studiosi appartenenti a molte università internazionali.

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