E’ veramente tristissima la storia di Sturn, un cane cieco e sordo da cinque anni in canile. Sembrava che anche per lui si fosse accesa la buona stella quando una volontaria del canile, residente in Svizzera, «sedicente pseudo educatrice cinofila, educatrice ed istruttrice nelle disabilità cinofile decide di adottarlo. Ma è proprio allora che cominciava il peggio. La donna porta il cane in Svizzera dove vive. La convivenza non è subito facile, soprattutto con l’altro cane di casa e così Sturn ritorna in canile. Ma poco tempo dopo la donna se lo riprende dicendo di aver trovato la giusta soluzione. Non era vero, il cane non si abituava alla nuova sistemazione e abbaiava in continuazione. Vergognandosi forse di riportarlo nuovamente al canile, dopo 15 giorni, fa sopprimere il cane disabile ma sano. Immediate le proteste sul web quando l’associazione, dove il cane era sempre stato accudito con amore, ha reso pubblica la notizia. Il dolore e la rabbia per la morte di Sturn ha spinto a lanciare una petizione per rivedere la legge svizzera sulla soppressione degli animali
“Sabato 18 luglio avrebbe «sottoposto ad eutanasia il cane adottato dal nostro canile da pochi giorni». Un atto «meschino ed ignobile, ammesso nella vicina Svizzera ma perseguibile nel nostro Paese». Secondo «Gli Amici Del Randagio», «tale azione, decisa per problemi alla quiete pubblica, senza che il cane fosse malato o sofferente (era sanissimo!) e soprattutto senza averci contattato per chiederci di ritirarlo, è perentoriamente estranea all’etica e allo spirito della nostra Associazione». Sulla pagina Facebook si legge: «Condanniamo questo ignobile gesto che ha tradito la nostra fiducia (conoscendo la volontaria da anni) ma, soprattutto, ha tradito la fiducia che Sturn (cane sordo cieco) aveva riposto in lei.
L’eutanasia di animali da compagnia sani dev’essere vietata e perseguita penalmente. Già poche ore dopo la pubblicazione sui media ha fatto scattare un’iniziativa cantonale che chiede a sua volta di vietare l’eutanasia di animali sani. La petizione online sostiene tale richiesta.
«Gli animali non sono semplici oggetti, ma esseri viventi dotati di sensibilità e non può essere il proprietario a decidere a seconda dei suoi umori se l’animale deve vivere o morire» spiegano i promotori della petizione, secondo cui il Cantone «deve farsi promotore presso le autorità federali» per il cambiamento legislativo.

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