“Appello da far girare senza sosta!!! Pepe, 9 anni in canile e il suo corpo non regge più! Nelle sue condizioni non sappiamo se e come supererà l’inverno.”
Questo era l’appello accorato della sezione Enpa di S. Giovanni Rotondo per regalare a questo cagnolone una vecchiaia migliore. Comincia cos’ quella che è una commovente favola di Natale di Pepe che scalda il cuore. Ne vorremmo raccontare tante altre…….
Alla fine di ottobre Pepe diventa protagonista di un video spot per la campagna di adozioni “Portami a casa”, promossa dal comune di San Giovanni Rotondo in collaborazione con ENPA. Tante le condivisioni, si moltiplicano gli appelli per tirarlo fuori dal canile. Sono tutti colpiti dalla sua storia: Pepe merita una vita migliore. Ha nove anni, entrato a soli tre mesi in canile. Soffre molto per gravi problemi agli arti inferiori, che ormai trascina aiutandosi con le zampe anteriori. Il suo sguardo triste racconta una storia fatta di solitudine, alla continua ricerca di calore umano, di una casa, di una famiglia. Questo inverno non ce la farà. Le basse temperature non aiuteranno il suo già precario stato di salute. I video che si susseguono sulle pagine social sono strazianti. Pochi passi per lui rappresentano una grande sofferenza. Pepe è stanco. i Volontari scoraggiati ma la speranza non si spegne.
A dicembre 2020, finalmente, il telefono squilla. Pepe è stato adottato. È arrivato il suo regalo di Natale: ora ha una famiglia che si prenderà cura di lui. Notizia che lo stesso sindaco di San Giovanni Rotondo, Michele Crisetti, ha dato questa mattina ai suoi concittadini: ”Pepe è stato finalmente adottato! Dopo nove anni in canile, una famiglia si prenderà cura di lui. La sua salute è precaria e non sarebbe sopravvissuto ad un altro inverno al freddo. Ma come Pepe, ci sono altri amici a quattro zampe che meritano una seconda possibilità dalla vita. Dall’inizio dell’anno sono stati adottati circa 90 cani ma se entro questo mese non ne saranno adottati altri 30, questi rischieranno di essere trasferiti altrove, andando incontro a uno spostamento che li destabilizzerà nuovamente e che renderà ancora più difficile la loro adozione. Quando sono al canile comunale mi rendo conto che l’umanità passa anche dagli occhi di queste creature sole e si rafforza in me l’impegno che ho preso con loro: aiutarli e contribuire affinché stiano sempre meglio”.

Foto: immediato.net

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