In Italia la volpe è cacciabile nel corso di tutta la stagione venatoria. Inoltre, i piani provinciali di ‘contenimento’ della specie, prevedono estensioni, sia temporali che spaziali. Ne consegue che le volpi possono essere uccise durante tutto il corso dell’anno ed anche nelle zone dove normalmente la caccia è vietata. Particolare efferatezza  caratterizza la caccia in tana, dove cani di piccola taglia, appositamente addestrati, entrano nelle tane allo scopo di far uscire adulti e cuccioli che diventano bersagli dei cacciatori. Molto spesso, però, gli stessi cani ingaggiano scontri furibondi con i cuccioli e con le madri, intente a proteggerli. Con il risultato che molte volpi – sia cuccioli che adulti – vengono sbranate, mentre i cani riportano spesso gravi ferite. Tutto ciò accade perché in alcuni casi le volpi possono essere competitrici dei cacciatori nel predare capi di “fauna di interesse venatorio”. Ma ciò che accade nelle tane delle volpi assume rilevanza penale, in quanto configura il reato di maltrattamento di animale, con la violazione dell’art.544 ter e bis del Codice penale. Se un cucciolo viene sbranato, se un cane da tana risulta ferito, si possono configurare gli estremi per poter segnalare i responsabili all’autorità giudiziaria.
In termini generali, sono comunque vietate tutte quelle modalità che causino strazio o gravi sofferenze agli animali coinvolti, se non espressamente legittimate dalla norma in questione.
Ma dietro alla caccia alla volpe ci sono diversi crimini, non solo i combattimenti mortali della caccia in tana, ma anche la diffusione delle esche avvelenate che miete ulteriori vittime impreviste.
Qui un articolo di questi giorni che riporta la notizia di cani avvelenati,”circostanze che si ripetono con regolare scadenza quando vengono rilasciate le lepri, e qualcuno getta le esche con la speranza che siano mangiate dalle volpi.” Continuate ad aiutarci e condividete la petizione che chiede lo stop della cacca in tana!

Le volpi e non solo loro, vi ringrazieranno

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