E’ stata riconsegnata alla sua proprietaria, una suora che vive nel sud del Libano, una scimmia che era fuggita, aveva attraversato il confine con Israele e aveva passato due settimane girovagando per i villaggi dell’Alta Galilea. L’animale è stato consegnato dalle autorità israeliane all’Unifil, la forza d’interposizione dell’Onu, che a sua volta l’ha restituita alla religiosa, in attesa lungo il confine. “L’Unifil – ha detto all’ANSA il portavoce, Andrea Tenenti – ha facilitato il passaggio, essendo il controllo della Blu Line, la linea di demarcazione tra i due Paesi, tra le sue principali attività”. Nell’ambito di quest’opera di supervisione e di tramite tra i due Paesi ancora formalmente in guerra, ha sottolineato ancora il portavoce, l’Unifil si occupa di diversi tipi di casi, da quelli più gravi a quelli più banali. Avviene spesso, per esempio, che i militari della forza dell’Onu debbano occuparsi della restituzione a pastori libanesi di pecore che attraversano il confine.
La scimmia è stata presa a Majad al-Kroum, nel nord di Israele, e, ha scritto il quotidiano Haaretz, verrà riportata a casa, in Libano, grazie alla mediazione delle Nazioni Unite (tra i due Paesi non ci sono scambi diplomatici e vige tuttora un accordo di armistizio).
L’animale, di una specie molto comune in Africa, è fuggito da una fattoria gestita da una suora francese, Beatrice Maugerin: un villaggio chiamato “L’arca della pace” che è punto di accoglienza aperto a tutti (musulmani, cristiani, ebrei) nel sud del Libano. Suor Beatrice (51 anni), presente in Libano dal 2008, è arrivata in questo villaggio nel 2011 e ha deciso di aprire un’oasi di tranquillità. In mezzo a tanti animali: cammelli, galline, uccelli. Più la scimmia, che, evidentemente, ha deciso di farsi un giro. Correndo però molti rischi, essendo presumibilmente cresciuta a stretto contatto con l’uomo.
La sorte della scimmia ha tenuto in apprensione un vasto pubblico in Israele e in Libano. E non sono mancati sospetti – qualcuno ha parlato di “spia libanese” – che hanno sollecitato non poca ilarità. Alla fine, tutto si è concluso per il meglio. Attualmente, scrive sempre Haaretz, la scimmia si trova nella “Monkey Farm” (Fattoria delle scimmie) a Yodfat, nel nord di Israele, dove viene seguita e coccolata, in attesa di essere consegnata all’Onu per il rientro in Libano. Nora Tavor, direttrice del centro, ha spiegato al quotidiano israeliano che è stato un team di donne a catturare l’animale, “con pazienza, amore e determinazione”. E che tutta la vicenda, in fondo “è un atto di pace”.

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