In tutti i paesi musulmani, inizia oggi la “festa del sacrificio”, l’Eid el-Adha, la più importante delle celebrazioni del calendario islamico rispettata anche da quelli che vivono all’estero. Il rituale prevede, per oggi, decimo giorno dell’Haj, l’uccisione di milioni di agnelli e montoni. Un rituale per ricordare l’obbedienza di Abramo pronto a sacrificare il figlio a Dio. Secondo il rito musulmano, gli animali, ancora vivi, vengono sgozzati e poi lasciati dissanguare. Successivamente la carne viene distribuita ai poveri che non possono permettersi di comprarla.
Una pratica cruenta, che ogni anno suscita le proteste degli animalisti di tutto il mondo,
Come riporta Ansa quest’anno la festa viene celebrata in sordina in quasi tutte le capitali del mondo arabo-islamico, molte delle quali attraversate da agitazioni popolari a causa della grave crisi economica, accentuata dalla crisi del coronavirus. Due importanti città dello stato indiano del Gujarat, Ahmedabad e Surat, di 3,5 milioni di abitanti ciascuna, hanno vietato l’uccisione di animali in pubblico.
Questa tradizione provoca una sofferenza ed un dolore indicibile agli animali ed è espressamente vietata in Italia dalle leggi sulla macellazione. Una festa crudele che certo non può essere gradita a nessun Dio. Esistono diritti soggettivi e inviolabili che riconosciamo anche agli animali, a differenza di quanto avviene nei Paesi musulmani e andrebbero rispettati.

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