Nonostante sia opinione diffusa che il canile sia una salvezza, di fatto rappresenta una espiazione senza colpa. Per lanciare la campagna antiabbandono 2020 l’Enpa Puglia ha presentato uno spot, realizzato da Wilva e ideato e diretto dall’Arch Daniela Fanelli, coordinatrice regionale Enpa Puglia ,per smuovere quelle coscienze che sono ancora fermamente convinte di agire nel bene del cane, e sensibilizzare tutte le persone che assistono all’abbandono di un animale a sporgere denuncia.
Un cane o un gatto abbandonato possono costare molto, in termini di sicurezza stradale, in termini di spese di pronto soccorso per l’animale stesso e anche, qualora finisse in un canile ( o gattile sebbene in Puglia non ce ne siano ancora) , in termini di spesa pubblica per il mantenimento dell’animale stesso. Insomma , non è necessario amare gli animali per capire che è indispensabile il senso civico e denunciare chi abbandona.
“AlI’ing. Antonio Decaro, Sindaco di Bari che ha partecipato alla realizzazione dello spot – afferma Enpa Puglia in una nota – va il nostro più sentito grazie per aver dedicato ancora una volta il suo tempo e aver messo la faccia e anche per aver ascoltato noi volontari su tematiche spesso dimenticate dalle amministrazioni comunali.Ringraziamo il consigliere con delega al randagismo Livio Sisto che , da sempre sensibile al tema animalista , ci ha supportato per la realizzazione dello spot. Grazie ai volontari che hanno vestito i panni dei cattivi pur essendo loro la vera salvezza di tanti animali e grazie a William Volpicella e Valentina Gadaleta per aver girato e montato il video e per aver partecipato come attori con rara sensibilità.Un ringraziamento speciale va a Renato Ciardo , che nonostante i mille impegni , ha prestato la sua voce per interpretare i nostri pensieri lungo tutto lo spot.”
Enpa Puglia è da sempre attiva, attraverso le articolazioni territoriali, nel recupero di animali in difficoltà, prevalentemente vittime di abbandono e/o maltrattamento.
In estate le vittime di abbandono aumentano vertiginosamente e spesso , quando non muoiono di fame o investiti , vanno incontro ad una morte ancora più dolorosa, e lenta : il canile.