Questo è quanto si legge in un pronunciamento emesso dal giudice tutelare del tribunale di Varese, chiamato ad esprimersi in merito all’intervento di un’amministrazione di sostegno per una signora, affetta da gravi patologie che ne avevano reso necessario il ricovero presso una casa di assistenza. La donna, che si è comunque detta favorevole al provvedimento, aveva però espresso il desiderio di continuare a vedere il proprio cane che, non essendo ammesso all’interno della struttura, era stato affidato alle cure di una cara amica. Il giudice di Varese ha accolto tale richiesta e nominato l’affidataria del cane amministratore ausiliario della signora, affidandole l’incarico di occuparsi dei bisogni materiali dell’animale e di portarlo in visita con cadenza periodica, secondo le volontà espresse dalla sua proprietaria. «Il “sentimento per gli animali” costituisce un “valore” e un “interesse” a copertura costituzionale.» scrive il giudice nella sentenza, aggiungendo che: «deve essere riconosciuto un vero e proprio diritto soggettivo all’animale da compagnia; diritto che, quindi, va riconosciuto anche in capo all’anziano soggetto vulnerabile dove, ad esempio, nel caso di specie, tale soggetto esprima, fortemente, la voglia e il desiderio di continuare a poter frequentare il proprio cane.» In altri termini, secondo il giudice del tribunale di Varese, “il rispetto degli animali”, come testimoniano del resto gli interventi normativi degli ultimi anni (il più recente dei quali è la ratifica della Convenzione Europea sulla protezione degli animali d’affezione), è entrato a far parte del Dna del nostro ordinamento giuridico. Pertanto, tale sentimento rientra sotto la copertura dell’articolo 2 della nostra Costituzione che tutela quei valori che la società, con il passare del tempo, riconosce come diritti anche se “inespressi”.

Fonte:www.enpa.it

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