In Gran Bretagna un gatto domestico è risultato positivo al Covid-19. Lo riferisce Bbc News online aggiungendo che secondo gli esperti si tratta del primo caso confermato di infezione in un animale nel Regno Unito e che ciò non significa che la malattia sia diffusa nelle persone dai loro animali domestici. Al momento si ritiene che il gatto sia stato infettato con il coronavirus dal suo proprietario, che in precedenza era risultato positivo al virus. Entrambi sono ora guariti. Il precedenza casi sospetti di infezione da virus SARS-CoV2 in animali domestici sono avvenuti a Hong Kong (2 cani) e in Belgio (1 gatto). In Spagna lo scorso 17 luglio sono risultati positivi al coronavirus 100 mila visoni.
“Non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di Sars-CoV-2. Tuttavia, poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili a Sars-CoV-2, è importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COvid-19, limitando la loro esposizione”. Lo raccomanda l’Istututo superiore di sanità, in una scheda realizzata da Umberto Agrimi, direttore del Dipartimento sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria.
“Si tratta di una prudenza per la tutela degli animali domestici” sottolinea all’Adnkronos Carla Rocchi, presidente dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali). Rocchi ricorda che “fonti scientifiche confermano che non esiste una sola evidenza che gli animali possano trasmettere problemi”. “Noi guardiamo all’Organizzazione mondiale per la salute animale e per gli animali valgono le stesse cautele che usiamo per una persona cara – sottolinea la presidente dell’Enpa.
La nota dell’Iss è chiara: non ci sono prove che gli animali d’affezione abbiano un qualsivoglia ruolo nella diffusione del virus: la trasmissione avviene da persona a persona. C’è il rischio semmai che gli animali ‘prendano’ il virus dai loro amici umani, non si capisce ancora se sviluppando la malattia o meno. Sembrerebbe di no o che i sintomi siano comunque lievi.

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