Non li hanno illuminati le parole di Papa Paolo VI che vedeva negli animali “i nostri fratelli più piccoli”, l’affermazione di Giovanni Paolo II “Non solo l’uomo ma anche gli animali hanno un soffio divino” e il dichiarato amore di Benedetto XVI per gli animali.  Alcuni religiosi, non tutti per fortuna, dimostrano nei confronti degli animali un’indifferenza che rasenta l’odio, niente di più lontano dagli insegnamenti di S. Francesco.
A darne una dimostrazione quanto avviene a Costa Masnaga, nel lecchese, dove il parroco don Aurelio Redaelli è stato dunque denunciato da Enpa per abbandono di animali .
In una zona industriale ormai dismessa, alcuni gatti randagi, non più di venti, si sono stabiliti in un capannone abbandonato trovandovi riparo dalle intemperie e tranquillità.
Qui, due volte al giorno, i volontari Enpa si recavano per portare cibo e accudirli.
Il problema è nato perché per arrivare al capannone si deve attraversare un terreno di proprietà della parrocchia. Il parroco ha deciso di negare ai volontari Enpa l’autorizzazione a passare per raggiungere la piccola colonia e gli animali sono rimasti quindi abbandonati senza cibo e senza cure.
Don Redaelli, dopo aver diffidato i volontari, è passato alle vie di fatto recintando la zona. Un’atteggiamento incomprensibile che ha suscitato la reazione degli animalisti con una richiesta di giustizia per le piccole creature che non danno fastidio a nessuno e che improvvisamente si ritrovano senza cibo.
Qualche giorno fa i legali dell’Enpa hanno dunque depositato in Procura la denuncia nei confronti del parroco.
“Abbiamo tentato ogni soluzione bonaria”, spiegano gli avvocati “ma da una parte non c’è stato dialogo e a questo punto sarà il giudice a decidere”.
Per un parroco che ha dimenticato l’amore per i più deboli ora venti micini sono senza cibo. Che dire?

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