Quando si vede un gatto che ritmicamente muove le zampette su qualcosa di morbido o su di noi, si dice “fa la pasta”. Questo movimento si accompagna spesso alle fusa ed è identificato con immagine di un micio felice come quando da cucciolo prendeva il latte dalla mamma. E’ vero, ma non sempre.
Questo è un comportamento innato e naturale che i gattini iniziano a fare da piccolissimi, quando la mamma li allatta. Infatti, esercitando una leggera pressione sul ventre della madre intorno alle mammelle con le loro zampine, grazie a quel movimento riescono a fare uscire più latte. Si tratta quindi di un comportamento associato a un momento positivo, piacevole, che spesso viene mantenuto anche dal gatto adulto in associazioni a momenti positivi. In alcuni casi, però, “il fare la pasta” può essere una modo per sfogare lo stress nel gatto adulto. Assumendo questo comportamento il felino domestico cerca di sfogare il suo malessere, regredendo a cucciolo e ricercando lo stato di benessere di quando era allattato dalla madre . Se il gatto da un giorno all’altro inizia ad assumere questo comportamento in modo troppo frequente, è bene prestare attenzione ai cambiamenti che ci sono stati. A volte, un trasloco, una nuova persona o l’introduzione di un animali in casa, possono provocare delle condizioni di ansia nel gatto che ha bisogno di almeno sei mesi per ambientarsi ai nuovi stili di vita. Per cui capita, che si mette “a fare la pasta” per regredire e sentirsi meglio. Inoltre, bisogna stare attenti a che questo comportamento non sia accompagnato da altri tic come il fare i suoi bisogni in casa o auto mutilandosi.
Conoscendo il nostro gatto ci accorgeremo subito che qualcosa non va, chiederemo l’aiuto di un veterinario senza arrivare a situazioni estreme.

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