Con gli orsi si deve convivere, siamo noi ad aver violato i loro habitat quindi dobbiamo imparare a comportarci in loro presenza per evitare incidenti. Tutto questo è possibile se si è disposti a conoscerli e a comprenderne caratteristiche etologiche e bisogni.
Tutto questo è possibile come dimostrato il video di Alessandro. Questo ragazzino di 12 anni, durante una passeggiata in Val di Non si è trovato all’improvviso un orso di fronte, Non si è perso d’animo, è tornato lentamente sui suoi passi con l’orso che lo seguiva per poi tornare a cercare bacche nei cespugli.
Tanto autocontrollo, un altro bambino e anche adulto sarebbe scappato scatenando l’istinto di inseguimento dell’animale.
L’Enpa sottolinea come la capacità di mantenere il controllo della situazione gli sia derivata proprio dall’interesse per gli orsi, che lo aveva spinto ad approfondirne la conoscenza, imparando così a comportarsi in modo appropriato, godendo di questa esperienza straordinaria in tranquillità.
In caso contrario l’uomo vivrà sempre una sorta di equivoco verso il mondo naturale, basando il rapporto sulla sua sottomissione ai propri interessi, oppure sul suo rifiuto e la distruzione. Ne abbiamo continui esempi nel rapporto con gli animali selvatici: persone che li avvicinano oltre ogni prudenza; oppure li attirano con il cibo, credendo di poterli dominare; oppure ancora li inseguono, terrorizzandoli per becero divertimento; ed infine li annientano, a colpi di fucile o avvelenandoli.
Invece attraverso la conoscenza si coltiva un sistema di saperi e comportamenti che consentono di interagire con l’ambiente naturale in maniera adeguata e favorevole. Inoltre la conoscenza consente di distinguere tra rischio percepito e rischio reale, discriminando ciò che è veramente pericoloso da ciò che lo è soltanto in caso di nostri errori: essenziale in contesti in cui persone e fauna selvatica condividono, almeno in parte, gli stessi territori.
Tutto ciò finora non è stato tenuto nella giusta considerazione, ed il progetto di rinsanguamento dell’orso bruno in Trentino non è stato accompagnato da una serrata e continua campagna di informazione dei cittadini e dei turisti. Inoltre è mancata del tutto la formazione nelle scuole.
Per questo, l’ENPA del Trentino chiede che vengano predisposti con continuità (repetita iuvant…) dei percorsi informativi per i cittadini e i turisti: perché non prendere spunto dall’esperienza di Alessandro e non realizzare dei brevi video, snelli e magari divertenti (chi non conosce il potere delle emozioni positive sul processo di apprendimento?), per insegnare in pochi passaggi cosa fare, e ancor più cosa non fare, quando ci si trova in presenza di un animale selvatico? E chiede che (cosa ancor più necessaria e valida) nelle scuole siano previsti dei moduli specifici all’interno della programmazione curricolare: perché il più alto compito della scuola è formare cittadini consapevoli e competenti.
Come si effettuano periodiche esercitazioni con simulazione di incendi o altre emergenze, per addestrare (nel senso di “rendere destro, rendere abile, allenare”) gli studenti al comportamento corretto da assumere e limitare quindi il pericolo di danni, perché non prevedere un percorso per la conoscenza della nostra fauna e delle giuste modalità di interazione, così da preparare i giovani nell’eventualità di incontri ravvicinati con animali come orsi o lupi?
In questo modo, inoltre, i giovani potrebbero essere a loro volta ambasciatori presso le famiglie di una nuova cultura della convivenza con l’ambiente naturale e dell’attenzione per la biodiversità come valore da preservare.

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