Quando si sceglie di vivere con un cane, questo entra a far parte della famiglia. Di lui siamo legalmente responsabili per come si comporta verso gli altri e delle conseguenze, soprattutto se si vive in condominio o comunque a contatto con altre famiglie. Uno dei principali problemi è quello del disturbo ai vicini causato dall’abbaiare del nostro cane. Cosa dice la legge a proposito del cane che abbaia? Ci da una esaustiva e chiara risposta il sito laleggepertutti.it.
Se un cane abbaia e arreca disturbo c’è il rischio che il suo proprietario commetta reato. Secondo la giurisprudenza è così: il padrone che non si preoccupa del continuo abbaiare del proprio cane incorre nel reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone.
Nello specifico, la legge punisce con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 309 euro chi, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone.
Il proprietario di un cane, dunque, deve osservare la norma di legge che gli impone di rispettare il riposo delle altre persone, impedendo al proprio animale di abbaiare in orari non consoni.
Affinché scatti il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone (più comunemente noto come disturbo della quiete pubblica) occorre che il cane che abbaia rechi disturbo a più persone.
Secondo la giurisprudenza, per integrare il reato di disturbo della quiete pubblica è necessario che l’abbaiare del cane non provochi un fastidio limitato, ad esempio, agli appartamenti attigui o agli abitanti dell’appartamento sovrastante o sottostante, occorrendo invece la prova che il rumore sia esteso quanto meno ad una consistente parte degli
occupanti l’edificio in modo da avere una diffusa attitudine offensiva ed una idoneità a turbare la pubblica quiete.
In altre parole, la legge, a proposito del cane che abbaia, dice che scatta il reato solamente se i versi dell’animale incidano concretamente sulla tranquillità pubblica, in quanto l’interesse tutelato dal legislatore è la pubblica quiete, sicché i rumori devono avere una tale diffusività che l’evento di disturbo sia potenzialmente idoneo ad essere risentito da un numero indeterminato di persone, pur se poi concretamente solo taluna se ne possa lamentare.
In definitiva, possiamo dire che il proprietario di un cane che abbaia risponde penalmente di tale condotta quando i latrati del cane:
– siano davvero eccessivi e rumorosi (soprattutto se intervengono durante le ore di riposo);
– siano idonei, anche solo potenzialmente, a disturbare la quiete generale, cioè quella di più persone.

Il cane che abbaia troppo: si può sequestrare? Cosa dice la legge sulle immissioni rumorose? Quando bisogna risarcire?

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