Con i cambiamenti climatici le sardine sembra siano diventate piu’ piccole. In appena un anno in alcune parti del Mediterraneo hanno perso tre centimetri, arrivando a quota 10 di lunghezza. E sono diventate anche tre volte piu’ magre, arrivando a pesare 10 grammi. Colpa del cambiamento climatico che, provocando l’aumento rapido della temperatura dell’acqua in superficie, porta ad una diminuzione anche qualitativa del plancton di cui si nutrono. A soffrire di ‘mal di clima’ pero’ sono anche le vongole veraci soffocate dalle alghe e le seppie che non prendendo piu’ il largo non si riescono a pescare. A mappare le principali anomalie nel Mediterraneo e’ Fedagripesca-Confcooperative. L’associazione di settore rileva come eventi meteo sempre piu’ estremi, temperature elevate o troppo rigide spesso fuori stagione cambino le abitudini di alcune specie ittiche rendendo difficile la pesca e quindi i consumi a tavola, quando non causano danni piu’ seri. “Far fronte alle calamita’ naturali aumentate in 10 anni del 30%, puo’ dimezzare i bilanci di un’impresa ittica”, spiegano all’ANSA dall’associazione, nel denunciare come il fondo di solidarieta’ creato per risarcire i pescatori in questi casi sia a quota zero. Se le sardine nel Mediterraneo come nell’Atlantico, stanno cambiando, sotto scacco sono anche le vongole veraci che, al contrario dei lupini, vengono allevate e non pescate. In Veneto, nel Polesine, i pescatori denunciano in molti vivai una moria del 100% della produzione, puntando anche in questo caso il dito sul clima. “Le acque della laguna – spiega Stefano Benetton, biologo e presidente del consorzio Delta Nord – sono decisamente piu’ calde di 3 gradi rispetto alle temperature medie del periodo. Questo, insieme allo scarso apporto d’acqua del fiume Po di Levante e ad una concentrazione di alcune sostanze, ha favorito un proliferare di alghe appartenente alla famiglia delle Diatomee che produce mucillagine”. Il risultato e’ un soffocamento generalizzato delle vongole, fenomeno che dopo quattro settimane non si e’ ancora arrestato. E il clima cambia anche i bioritmi di seppie e granchi. I molluschi, che con questo caldo anomalo sono rimasti a riva, non hanno preso il largo dove vengono pescati dalle reti a strascico lontano dalla costa. E i prezzi salgono fino ad arrivare ai 10-12 euro al chilo pagati ai pescatori. Inoltre, sempre per colpa del caldo, per i granchi verdi della laguna veneta e’ gia’ tempo di muta: sono diventati con molto anticipo ‘moeche’, ovvero animali morbidi e senza corazza. Una mutazione assai dannosa, perche’ gli operatori temono che con un ritorno a temperature piu’ fredde muoiano compromettendo la produzione. Temperature oltre la media che pero’ in alcuni casi possono avere qualche ricaduta positiva. Fedagripesca segnala che gamberi bianchi e triglie, in virtu’ di un innalzamento delle temperature medie del mare, si stanno spingendo oltre il Canale di Sicilia, piu’ a nord nel Mediterraneo cosi’ da essere pescate anche in regioni dove tradizionalmente non c’erano grandi catture. (ANSA).

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