L’aumento della temperatura e la siccità potrebbero aver influito su piante e animali riducendo le loro dimensioni forse in previsione di una minore disponibilità di nutrimento.
La rivista Nature Climate Change ha pubblicato una ricerca del professor David Bickford, dell’Università di Singapore e del suo collega Jennifer Sheridan che avrebbe rilevato come  alcune piante e animali stiano diventando più piccoli a causa delle temperature più calde e della mancanza di acqua.
Secondo i ricercatori queste mutazioni potrebbero in futuro causare profonde implicazioni per la produzione alimentare dei prossimi anni.
Tra le molte specie di animali divenuti più piccoli nel tempo a causa del cambiamento climatico, ci sono soprattutto insetti come ragni, scarafaggi, api, formiche, cicale le cui misure si sono ridotte dal 50 al 75 per cento su un periodo di diverse migliaia di anni ma non mancano i mammiferi come gli scoiattoli che hanno perso il 40 per cento della loro primitiva dimensione.
Anche la flora in base agli studi fatti risulta aver risentito del clima, alcuni germogli e tipi frutta si sono ridotti diventando più piccoli dal 3 a 17 per cento per ogni grado Celsius di riscaldamento in più.
Neppure gli abitanti del mare sfuggono a questa equazione: ogni grado di riscaldamento riduce dallo 0,5 al 4 per cento la dimensione del corpo degli invertebrati marini e dal 6 al 22 per cento quello dei pesci.
Il perdurare di quella che sembra una inarrestabile mutazione genetica può avere come grave conseguenza la diminuzione delle risorse alimentari, provocando la riduzione di animali e piante che forniscono nutrimento vitale per oltre un miliardo di persone, quando già oggi le carestie stanno falcidiando milioni di vite.

Categorie: Animali e Cultura