Collare antipulci al collo, dieta ferrea a base di croccantini e mezz’ora di passeggiata al giorno dopo i pasti. Con il veterinario non si scherza, specie se è anche un professore. In tempi di sanità umana allo sfascio, l’Università sperimenta il mese dedicato alla salute dei cani. Dal 15 maggio al 15 giugno prossimi, nella facoltà di Veterinaria, uno staff di professionisti dell’Ateneo visiterà gratuitamente gli ex randagi (adottati) e quelli dei proprietari con disabilità. Nel mirino i vari parassiti, ma anche il sovrappeso, causato dalla cattiva alimentazione e le malattie croniche, in primis il diabete e l’insufficienza renale.
L’iniziativa, finanziata da alcuni sponsor privati, è aperta a tutti gli animali che nell’ultimo anno sono entrati in una famiglia dopo essere stati recuperati da canili pubblici e privati, così come ai quattro zampe che svolgono il ruolo di accompagnatori, guide, in alcuni casi supporto terapeutico o semplicemente amici fidati per i non vedenti, costretti su sedia a rotelle, bambini in Pet therapy (zooterapia, basata sull’interazione uomo-animale), anziani ed ogni altra categorie di persone affette da handicap, rimaste sole o in stato di altra difficoltà. Lo screening sarà effettuato presso l’ambulatorio di medicina interna del dipartimento di sanità pubblica e zootecnica, presso l’ospedale veterinario che ha sede sulla strada provinciale tra Valenzano e Casamassima.
“Le visite, a carico di aziende commerciali del settore mangimi animali, consisteranno in un controllo generale sullo stato di salute dei cani», spiega il professor Donato De Caprariis, professore associato di terapia medica veterinaria, responsabile della sezione di medicina interna del dipartimento di sanità pubblica e zootecnica e referente del progetto delle visite gratuite. Lo screening prevede, come prima tappa, la prova-bilancia, per verificare che gli animali non siano in sovrappeso o sottopeso, quindi il medico farà un’indagine sulle abitudini alimentari dei «pazienti », una verifica della cute per accertare la presenza di eventuali parassiti, un check up agli organi vitali che comprende cuore, polmoni e addome.
«Il nostro intervento termina qui – chiarisce De Caprariis – nel senso che se dovessimo riscontare qualche patologia, forniremmo certamente le opportune indicazioni terapeutiche ai proprietari, ma nel caso in cui fossero necessari ulteriori approfondimenti o interventi, consiglieremmo agli interessati di rivolgersi al proprio veterinario di fiducia. L’idea è nata osservando esperienze simili – conclude il professore – ma che finora hanno riguardato esclusivamente l’ambito commerciale, mentre interpretata in questa chiave, questa iniziativa ci è sembrata una buona occasione per fornire alla collettività un servizio di utilità sociale con l’autorevolezza dell’Università». 
Per prenotazioni e informazioni, è attivo un numero di telefono (080.467.99.89) e un indirizzo di posta elettronica (medicavet@libero.it), in evidenza sul sito internet di Veterinaria. La facoltà barese è accreditata dal 2004 come centro di didattica di eccellenza nel settore veterinario presso la European Association of Establishment for veterinary Education e fino a poco tempo fa era l’unica nel sud Italia ad avere questo riconoscimento (poi è stato accordato anche all’Università di Napoli). Nell’ospedale veterinario di Valenzano sono attive le cliniche di medicina generale, la chirurgia e l’ostetricia, con una trentina di posti per il ricovero degli animali ed è attivo anche un laboratorio per il controllo degli alimenti, accreditato al ministero della Salute.

Fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it