E’ veramente un bell’articolo quello apparso sull’ultimo numero del periodico tedesco “Alumni forderer” e proposto  sulla newslettre Enpa. Il titolo è: “Tiere sind keine Ressource”, gli animali non sono una risorsa. Il giornale è la testata ufficiale dell’Institut für Theologische Zoologie, l’Istituto di Zoologia Teologica. È una istituzione ecumenica della facoltà di Teologia e Filosofia dell’Università di Münster, in Renania, Germania. Una istituzione che va seguita con attenzione e con interesse.
Gli animali non sono una risorsa perché, giustamente, “non sono al mondo per gli umani”. Non sono “a disposizione degli umani”, non sono uno strumento degli umani. E non sono nemmeno banalmente una “compagnia” per gli umani. Hanno una loro dignità, per questo non sono “una risorsa” utile all’uomo.
Il vuoto teologico riguardante gli animali può sorprendere anche i laici a prima vista, poiché gli animali sono onnipresenti nella Bibbia. “La teologia tradizionale, non solo cristiana, dà le spalle agli animali. Io difendo la teologia con la faccia verso gli animali”, ha dichiarato Rainer Hagencord, uno dei fondatori dell’istituto. Il biblista Othmar Keel ha spiegato che nell’Antico Testamento non esiste una sola pagina che non menzioni gli animali. “Gli animali – ha spiegato ancora Hagencord – sono i primi ad essere benedetti nella Creazione, esistono ancor prima di Eva”.
L’Istituto di Zoologia Teologica di Münster è molto importante. Lo è perché il suo approccio è ecumenico, lo è per il rigore dei suoi studi, lo è perché cambia prospettiva nella ricerca e nell’insegnamento della teologia, lo è perché in pochi anni è diventato il riferimento in fatto di animali per molti illustri teologi e per molti religiosi di tutto il mondo. Come il cardinale Gianfranco Ravasi, che questa settimana su “Famiglia Cristiana” ha firmato l’articolo “La sfilata degli animali nelle pagine bibliche”. Si può essere o non essere d’accordo, credenti o meno, concordi o no con Ravasi, ma una cosa è certa: la religione esprime modelli e stili di vita, genera o modifica scelte e comportamenti umani e non sarebbe male far cambiare prospettiva e punto di vista a chi mangia l’agnello “per tradizione” e a chi sgozza gli animali senza stordimento “perché così è scritto”.
Chi visita la sede dell’Istituto di Zoologia Teologica di Münster, sarebbe è da due insoliti “impiegati”: gli asini Freddy e Fridolin (nella foto). Vivono lì e sono liberi, volendo, di entrare nelle aule anche durante lezioni e conferenze.

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