Non è chiuso il caso sulla morte dell’orsa Daniza. Il gip di Trento avrebbe infatti accolto l’opposizione all’archiviazione presentata ieri dalla Lav ha disposto nuove indagini, come richiesto dell’associazione, al fine di accertare tutte le responsabilità per la morte di Daniza, uccisa dall’anestetico usato per catturarla il 10 settembre scorso.
Ora gli atti tornano in Procura per nuove indagini. Soddisfatti gli animalisti. “Abbiamo così evitato che fosse messa una pietra tombale  sul corpo di Daniza – ha dichiarato Massimo Vittori, responsabile Lav  Fauna selvatica – ora il Procuratore capo disponga l’affidamento dell’inchiesta al Corpo Forestale dello Stato, valuti i nuovi elementi che abbiamo consegnato al Tribunale e faccia la dovuta chiarezza su una vicenda le cui responsabilità non sono solo quelle degli autori materiali, ma anche di chi lo scorso anno ha alimentato il clima di avversione alla presenza degli orsi”.
Tra gli elementi depositati stamattina dal legale della Lav Carla Campanaro “vi sono – fa sapere l’associazione – anche quelli che ci auguriamo impediranno al veterinario pubblico Ivo Casolla, che somministrò il letale anestetico, di evitare un processo, nonostante abbia ottenuto l’oblazione di 2000 euro per il reato di distruzione di fauna selvatica: una significativa ammissione di colpa che però non può essere monetizzata”.

Categorie: News dal Mondo