Una gita al santuario di Sant’Anna di Vinadio, sulle montagne cuneesi della Valle Stura, si è trasformata in un’esperienza insolita, ma a lieto fine, per una famiglia di Verolengo, nel torinese. Martedì pomeriggio hanno sentito acuti e prolungati fischi provenire dall’interno del camper, parcheggiato nel cortile della propria abitazione. Una volta aperto il vano motore, dietro la batteria hanno intravisto un animale dal colore simile a quello di un gatto che però emetteva fischi. La signora Alessandra Comacchio ha ricordato di aver sentito quei versi la domenica durante la gita al santuario: erano marmotte. Gli agenti del Servizio tutela fauna e flora della Città metropolitana di Torino, chiamati dalla signora, sono intervenuti e hanno catturato con un laccio la spaventata marmotta, con molte difficoltà e con l’ausilio di una veterinaria di Verolengo, Gabriella Capra, intervenuta nel caso vi fosse stato bisogno di narcotizzare l’animale. La marmotta è in buono stato di salute e in giornata verrà liberata in alta montagna, in una località idonea e già colonizzata dalle marmotte.
“Questa vicenda a lieto fine – sottolinea il vicesindaco metropolitano Marco Marocco, con delega alla tutela della fauna e della flora – ci consente di ricordare che la Città metropolitana di Torino, grazie al progetto ‘Salviamoli insieme’ e grazie alla collaborazione dei cittadini, recupera ogni anno circa 3000 animali selvatici, dei quali il 40% circa viene restituito alla vita in natura in quanto in grado di riambientarsi in luoghi adatti”.

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