E’ arrivato all’improvviso così come sanno fare i gatti e senza chiedere permesso ha varcato il cancello della caserma dove  una vigilessa gattofila si è subito preoccupata di offrirgli qualcosa da mangiare. Gino, così si chiama il gatto, ha gradito e come riporta lastampa.it  da quel giorno non se n’è più andato.
«Gino è la nostra più bella distrazione. In mezzo a tutte le preoccupazioni quotidiane, lui ci addolcisce la giornata», dice Piero Zabeo, comandante dei vigili urbani. Gino è un gatto grigio con gli occhi verdi di dieci anni, che da parecchio tempo è stato «adottato» dai vigili di San Salvario (To). Vive con loro, dorme nel cortile e nel deposito auto, prende il sole coricato a pancia in su sulle scale di emergenza. Per tutti i vigili del comando via Saluzzo, ma anche per i commercianti e residenti della zona, lui è il «gatto vigile» di San Salvario.
«Ci prendiamo cura di lui tutti i giorni, facciamo una colletta per comprargli le crocchette – continua Zabeo -, e per pagargli le spese veterinarie. Ha un paio di cucce a sua disposizione sparse per il comando». Gino lo adorano tutti, anche la vigilessa Rosalba, a cui i gatti non sono mai piaciuti ma per lui ha fatto una deroga alla sua disaffezione per i felini.
Ad occuparsi maggiormente di Gino sono due vigili, Tiziana e Michelangelo, i più animalisti tra i colleghi: «Ci mette sempre addosso una gran quantità di buon umore – racconta Tiziana -, ormai noi siamo diventati la sua famiglia adottiva. Da qualche tempo purtroppo ha dei problemi ai reni, e la veterinaria gli ha prescritto una dieta particolare». È un micio vivace e giocoso, che non sopporta i cani e nessun gatto che si avvicini al “suo” territorio. Gino non ha perso la sua natura da predatore: una volta c’è voluto l’intervento dei vigili per far scappare dal cortile del comando uno scoiattolo che il felino non cessava di puntare.
D’inverno Gino si accoccola sul motore delle auto dei vigili per riscaldarsi la pancia, è pienamente a suo agio quando si siede sul vaso delle ficus nell’ufficio del comandante, e ce la mette tutta per tentare di schiacciare il pulsante d’apertura del cancello di via Saluzzo, imitando invano il gesto dei suoi padroni in divisa.
Vista la familiarità che dimostra verso le persone, probabilmente deve aver già avuto un proprietario ma ormai la sua casa è la caserma e la sua famiglia i vigili.

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