Il presidente dell’Enpa di Roveret ha parole di ferma condanna di fronte alla cattura e alla segregazione dell’orsa Dj3 nell’oasi faunistica del Casteller.
 ”Gli orsi appartengono alla fauna selvatica particolarmente protetta e condannare all’ergastolo gli esemplari che vengono additati come ‘invadenti’ e’ un tabù da superare”. Il presidente Russi evidenzia anche che tali soluzioni non fanno altro che,  ”lanciare un messaggio fortemente negativo, che potrebbe inutilmente allarmare la popolazione anziche’ informarla correttamente”.

Anche nei mesi scorsi l’Enpa aveva chiesto al Presidente della Provincia di Trento di ritirare l’ordinanza per la cattura dell’orsa DJ3, un provvedimento che, oltre ad essere del tutto inutile, viola la normativa in materia poiché non prevede il coinvolgimento e l’eventuale via libera del Ministero dell’Ambiente. L’orsa DJ3, infatti, appartiene a una specie particolarmente protetta dalla legge nazionale e da direttive comunitarie ben precise, che richiamano le responsabilità dello Stato a decidere sulla materia. A cattura comunque avvenuta,  Lorenzo Dellai, presidente della Provincia Autonoma di Trento, ha deciso il trasferimento dell’orso “problematico”, nel recinto del Casteller. Ma la cattura di esemplari problematici non rappresenta una soluzione ai presunti problemi causati dalla fauna selvatica. “Si sono create numerose polemiche nei riguardi del progetto Ursus, che prevedeva la reintroduzione dell’orso nel parco Adamello Brenta – spiega l’Ente Nazionale Protezione Animali -. Poco o nulla, invece, si è detto sulle cause che spingono questi mammiferi ad avvicinarsi alle zone abitate o sulla reale entità dei danni causati da loro. Danni irrisori, cui talvolta contribuiscono anche i proprietari di animali spesso lasciati incustoditi o abbandonati a sé stessi”. Del resto, il problema dei “presunti danni“ causati dagli orsi – come da altre specie della fauna selvatica – potrebbe essere risolto con metodi preventivi che rispettino gli equilibri biologico-ambientali. “Spesso per alcune forze politiche – prosegue l’Enpa – risulta più semplice cavalcare l’ondata emotiva causata dalla disinformazione generalizzata, che non invitare al rispetto di poche semplici regole di buon senso. Come quella di invitare le persone a salvaguardare i propri animali che potrebbero essere, del tutto occasionalmente, predati.” L’Enpa è contraria all’inutile ipotesi di catturare Dj3 e chiede a tutte le istituzioni coinvolte, di agire sul piano della corretta informazione, del risarcimento risibile del danno ma anche della responsabilizzazione dei pastori, degli agricoltori e degli apicoltori, e del rispetto delle scienze biologiche ed etologiche. E’ necessario ricorrere a tutti gli strumenti che possono limitare i presunti danni e favorire una corretta e pacifica convivenza con il plantigrado. Il ritorno dell’orso, una specie così rara, rappresenta anche una ricchezza per il turismo naturalistico e anche per la scienza, oltre a rafforzare l’immagine del nostro Paese, attento ai diritti degli animali e al rispetto delle regole.

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