“Hai la memoria di un pesce rosso!” “Sei proprio un orso.” “Sei pigro come un bradipo.” Sono tantissimi i modi di dire che sottintendono determinate caratteristiche o comportamenti tipici di certi animali, ma siamo sicuri che sia proprio così? Ovviamente no! E, proprio per questo, vale la pena ricordarli. I pesci rossi, ad esempio, ricordano fino a tre mesi e memorizzano l’ora della pappa. Anche per quel che riguarda gli orsi, altro che solitari! Gli scienziati hanno dimostrato che questi animali collaborano tra loro. L’etologo Benjamin Kilham ha scoperto che, a volte, si fanno persino degli “amici”, arrivando ad aiutarsi reciprocamente. Quando il cibo scarseggia nel territorio di un individuo ma abbonda in quello di un altro, Kilham ha osservato che l’orso con più bacche sugli alberi permette al compagno in difficoltà di sconfinare nel suo per mangiare.
Che dire poi dei maiali tacciati di essere sporchi fino all’inverosimile? In realtà, questi animali non lo sono affatto: sudando poco, devono rotolarsi nel fango per rinfrescarsi e combattere i parassiti.Quello che succede è che spesso nella nostra interpretazione dei gesti degli animali tendiamo ad umanizzarli e così il koala che abbraccia l’albero ci appare tenero mentre in realtà lo fa perché i tronchi sono freschi e in questo modo si difende dal caldo torrido. I koala, infatti, sono incapaci di sudare. Stesso discorso per il delfino che guardandolo con occhi umani sembra sempre sorridere, sia con la bocca chiusa che con la bocca aperta. Ma non è così: ha questa espressione fissa perché gli mancano i muscoli facciali non perché sia felice.
E il caro bradipo? Almeno lui lento è sicuramente starete pensando. Lento sì ma non pigro: semplicemente ha un metabolismo che lo obbliga a muoversi molto lentamente (0,1 chilometri orari). Insomma il pregiudizio è dietro l’angolo e di sicuro, anche per quel che riguarda gli animali, non ci aiuta a riconoscere ed interpretare la realtà che abbiamo di fronte. (enpa.it)

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