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PostHeaderIcon Appello di Enpa: non toccare i cuccioli di capriolo e di cervo. E’ un reato e si rischia di ucciderli

capriolo-281x300_320x200_CopiaNe abbiamo già parlato, ma l’argomento è talmente importante che è bene riportare e sostenere l’appello dell’Enpa sul divieto di toccare i cuccioli di cervo e capriolo che dovessimo incontrare nei boschi.
«I cuccioli di capriolo e cervo nascosti tra la vegetazione non devono essere né toccati né prelevati perché questo, oltre ad essere un reato, significherebbe condannarli a morte. Infatti, diversamente da quanto si potrebbe essere indotti a credere, non si tratta di esemplari abbandonati, ma mimetizzati tra la boscaglia mentre i loro genitori sono in cerca di cibo». E’ l’appello lanciato da Enpa alla vigilia della stagione delle gite “fuori porta” che, per caprioli e daini, è periodo di nascite.
«Come spiegano anche i Carabinieri Forestali – prosegue Enpa - i cuccioli di queste specie usano il mimetismo come strategia difensiva “nascondendosi” nell’erba alta. La mamma torna sempre da loro, riconoscendoli proprio grazie all’odore. Ecco perché non bisogna assolutamente toccarli, ma semplicemente allontanarsi».
Prelevare dalla natura gli i piccoli (ma anche gli adulti) di capriolo e cervo, come di qualsiasi altra specie selvatica, è un reato che può avere conseguenze estremamente gravi, soprattutto se si tratta di cuccioli. «Farli crescere è complicato, e spesso il reinserimento in natura non avviene proprio, poiché – precisa Enpa Abruzzo - la mancanza di cure materne non permette loro di apprendere l’Abc della vita in natura, come, ad esempio, la capacità di riconoscere i predatori».
Se qualcuno dovesse trovare cuccioli di capriolo e di cervo e dovesse avere il sospetto che siano in difficoltà ma non sapesse cosa fare, contatti – prima di fare qualche danno irreparabile – le associazioni, che potranno dare indicazioni su come agire. «Enpa Teramo riceve molte richieste di questo tipo quando ormai il danno è fatto e il cucciolo è stato prelevato. Tuttavia – aggiunge Brenda Marsili, presidente della Protezione Animali teramana – ritengo che i Comuni, attraverso gli assessorati competenti, possano e debbano informare la popolazione circa il corretto comportamento da tenere non solo in casi come questo, ma anche nei confronti di tutta la fauna selvatica. Naturalmente Enpa è disponibile a collaborare e ad unire le forze per tutelare la biodiversità».

 

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