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PostHeaderIcon Cuccioli selvatici soli: cosa fare e non fare quando li incontriamo per non condannarli a morte

leprotto_CopiaLa primavera porta nuove nascite nel mondo animale e durante le passeggiate nel verde è possibile fare incontri molto speciale a cui è bene approcciarsi con prudenza. A ricordarci che tra poche settimane mamma capriolo (ma anche mamma daino e lepre) comincerà a ‘parcheggiare’ il suo piccolo nei in mezzo all’erba ed agli arbusti e l’Ente Protezione Animali rassicurandoci che quasi mai un cucciolo solo è abbandonato. Mentre lei si allontanerà per mangiare lui, favorito dal mantello mimetico e senza alcun odore, starà immobile in attesa del suo ritorno. Se nelle vostre passeggiate primaverili intravvedete un cucciolo di capriolo, daino o lepre nell’erba, non avvicinatevi, non toccatelo e, soprattutto, non portatelo via nell’errata convinzione che sia abbandonato, perché non è vero; se proprio avete qualche dubbio telefonate all’Enpa e vi saranno date tutte le informazioni ed istruzioni su come comportarvi”. E’ l’appello lanciato dalla Protezione Animali Prelevare un cucciolo di capriolo, daino o lepre – spiegano dall’Enpa – è non solo una violazione della legge a loro tutela ma vuol dire condannarlo ad una vita di prigionia e spesso ad una morte precoce, perché perde gli anticorpi ed il bagaglio di informazioni e comportamenti essenziali alla sopravvivenza in natura che solo la madre può dargli; e affidato ad una struttura di recupero, malgrado ogni cautela nell’allattamento artificiale e nella custodia, difficilmente riesce a diventare autosufficiente ed indipendente per essere poi rimesso in libertà”.
“Vi sono anche giovani di altre specie selvatiche che sembrano abbandonati dai genitori ma non lo sono – proseguono gli animalisti – sono i piccoli di gabbiano, merlo e cornacchia, che scendono, non si sa perché, dai nidi prima ancora di saper volare ed i genitori li accudiscono a terra portandogli da mangiare e proteggendoli come possono. Eguale comportamento avventuroso hanno spesso i piccoli di cinghiale; se quindi gli animaletti non sono feriti e si trovano in un ambiente naturale, occorre non toccarli e lasciarli dove si trovano. Diversa è la situazione se si trovano – accade sempre più spesso – in zone urbane con il pericolo di essere vittime del traffico o di cani e gatti; ma solo dopo aver accertato l’effettivo pericolo, si possono recuperare. In tutti i casi è meglio consultarsi con chi è più esperto”. Rivolgiamoci al Corpo Forestale dello Stato o alla Polizia Provinciale.
La Protezione Animali ricorda infine che il prelievo non autorizzato di fauna selvatica (ma anche il solo possesso) è un illecito penale sanzionato con un’ammenda sino a 1.500 euro di competenza del tribunale.

 

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