Nei giorni scorsi a Faenza (Ravenna) il cadavere di un gatto morto per cause naturali è stato gettato in un cassonetto dei rifiuti, nelle campagne di Granarolo Faentino, località poco distante dal Rifugio del cane di via Plicca. Il corpo del gatto si trovava all’interno di un trasportino.
L’Enpa di Faenza ricorda che quando muore un animale da compagnia, ci sono diversi modi per dargli una degna sepoltura, rispettando comunque la legge. E’ infatti possibile seppellirlo nel proprio giardino, o – se non si dispone di un terreno – farlo nel campo di un amico (non è possibile invece seppellire l’animale in parchi o luoghi pubblici). Prima, però, è necessario assicurarsi con il proprio veterinario che il cane o il gatto non sia morto per una malattia infettiva che possa contaminare le falde acquifere, dopodiché è sufficiente scavare una buca abbastanza profonda affinché altri animali non possano disseppellirlo.
Un’altra opzione è quella di portarlo dal veterinario. Normalmente i veterinari sono in contatto con ditte di smaltimento che si occupano della cremazione dei cadaveri. È possibile lasciare il corpo da lui, previo pagamento di una quota di smaltimento che non è stabilita dal veterinario, ma dalla ditta stessa; le ditte passano anche domicilio dai singoli proprietari.
In alternativa è possibile inoltre portare il corpo in un centro di cremazione o in un cimitero per animali (nel territorio Ravennate c’è quello di Zagonara, nelle campagne lughesi).
«Comprendiamo che quando muoia un animale, la disperazione o l’impreparazione possano anche spingere a fare gesti inconsulti. Per questo – spiega Maria Teresa Ravaioli, presidente di Enpa Faenza – ci teniamo a ribadire che ci sono tante alternative per dare un addio dignitoso al nostro cane o gatto, che per tanti anni ci ha amato e sicuramente non merita di essere gettato nell’immondizia».

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