In tempo di pandemia per il Covid-19 tante e a volte contraddittorie le opinioni sul contagio dei nostri gatti domestici. A fare chiarezza l’autorevole nota pubblicata sul National Geographic.

Due gatti domestici nello Stato di New York sono risultati positivi al test del , causa del COVID-19, come reso noto dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie il 22 aprile. Al proprietario di uno dei due è stata diagnosticata la malattia, ma nessuno della famiglia del secondo gatto è risultato positivo, quindi non è ancora noto come il gatto abbia contratto il virus. Entrambi i gatti presentavano lievi sintomi respiratori.
Gli esperti affermano che è importante sapere che i casi di gatti domestici affetti da coronavirus sono molto rari. Il CDC (centro per il controllo e la prevenzione delle malattie) afferma che al momento non ci sono prove del fatto che la , ovvero dagli animali domestici all’uomo.
“Questa è una malattia trasmessa quasi esclusivamente da uomo a uomo” ha detto Michael San Filippo, portavoce dell’American Veterinary Medicine Association, alle affiliate della NBC. “Il rischio per gli animali domestici è molto basso, si parla solo di qualche caso negli animali domestici e non ci sono casi di persone che abbiano contratto la malattia dai propri animali” (molte altre malattie umane, incluso il comune raffreddore, non rappresentano una minaccia per gli animali domestici perché sono causate da virus specifici della specie che non sono in grado di infettare altri animali).
Uno studio recente, condotto da un laboratorio diagnostico veterinario nel Maine, ha testato migliaia di campioni prelevati da cani e gatti e non ha riscontrato nessun caso di malattia. Mentre una prima versione di un rapporto su un esperimento (che verificava se il virus potesse diffondersi tra i gatti) aveva scoperto che in effetti è possibile, la ricerca non indica che i gatti possano essere un vettore di trasmissione della malattia tra gli esseri umani.
Con oltre 3,5 milioni di casi di COVID-19 a livello globale, gli esperti affermano che se gli animali domestici rappresentassero un vettore significativo, lo avremmo scoperto.
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