Cani e gatti che adorano stare in compagnia dei loro padroni sono forse gli unici a vivere con gioia la quarantena imposta del coronavirus. Il problema è come regolare questa prolungata convivenza in modo di ricavarne benessere e equilibrio per cane e umano.
Ribadendo che non sussiste alcun rischio di contagio con i pet, ci sono delle ottime notizie: secondo Marco Melosi, presidente dell’associazione nazionale medici veterinari, l’Anmvi, «i cani sono una certezza in un periodo in cui non possiamo nemmeno stringerci la mano». Abbracciarli non solo non costituisce un pericolo, ma può pure dare un conforto e un sostegno psicologico alle tante persone che vivono la quarantena in solitudine, per le quali il proprio animale è l’unica compagnia dentro casa. Certo, nel caso di un gatto la gestione è parecchio più semplice perché si elimina il problema delle uscite e dei lavaggi, ma il cane non deve ugualmente destare preoccupazione – a patto d’organizzare la sua routine con una precisione chirurgica, cosa di cui può beneficiare non soltanto lui, ma anche il padrone.
I momenti clou della giornata sono quelli dedicati alla passeggiata anche se con le recenti restrizioni definirla tale è un eufemismo. Il cane adulto deve uscire per fare i propri bisogni. Potendo stare fuori per poco tempo, e sempre in prossimità dell’abitazione, è importante che ogni proprietario calcoli con precisione la resistenza del proprio cane, così da organizzare delle mini-trasferte chirurgiche che non infrangano le limitazioni imposte. In generale, un cane riesce a trattenersi per circa otto/nove ore, e può quindi essere portato fuori, idealmente, al mattino verso le 8/8:30; al pomeriggio intorno alle 16/16:30, infine la sera tra le 23:30 e mezzanotte. In tal modo, arrivando al limite non sarà necessario intraprendere una lunga passeggiata, e tutto potrà essere risolto stando a pochi metri da casa.
Il gioco
La netta riduzione del tempo dedicato alle passeggiate, alla socializzazione in area cani e di conseguenza trascorso all’aria aperta potrebbe essere causa di tristezza per il cane – esattamente come per gli esseri umani. Entrambi non devono perciò rinunciare alla parte fondamentale del gioco, che può essere comunque portata avanti entro le mura domestiche o (per chi ce l’ha) in giardino. Munitevi di palline, pupazzetti, corde di cotone o quant’altro, e imponetevi – per lui, ma pure per voi – di dedicare un’ora al giorno alla ‘ricreazione’, cogliendo pure l’occasione di insegnare al vostro cane, qualora non li avesse ancora assimilati, i comandi base del ‘seduto’, ‘resta’, ‘lascia’, ‘cuccia’.
Sono momenti difficili ma cerchiamo di affrontarli con equilibrio perchè i nostri 4zampe se c’è una situazione di difficoltà, di stress da parte dei loro umani la percepiscono ed è per loro fonte d’angoscia.
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