L’Australia chiama di fronte alla Corte di Giustizia dell Aja il Giappone presentando una memoria d’accusa relativa alla violazione delle norme che regolano a livello internazionale la caccia alle balene nell’Oceano Antartico.
E’ quanto Greepeace riferisce con un comunicato stampa sottolineando che il ministro degli Esteri, Kevin Rudd e il ministro dell’Ambiente Tony Burke “hanno ribadito che il Giappone continua a violare la Convenzione Internazionale sulla Caccia Baleniera. Il governo giapponese deve rispondere delle accuse entro il 9 marzo 2012”.
L’annosa questione che vede il Giappone affermare che l’uccisione delle balene ha scopi unicamente scientifici, è smentita e duramente contrastata da Greenpeace e anche dall’Australia che affermano “che si tratti invece di una caccia a scopo commerciale che usa la ricerca come pretesto. I risultati scientifici finora prodotti dal Giappone sono contrari a qualsiasi buonsenso ( ad esempio, secondo le stime prodotte, le balene vivrebbero in eterno) e quelli commerciali non sono da meno: nei frigoriferi giapponesi ci sono oltre 5.000 tonnellate di carne di balena invenduta.
Anche Greenpeace Italia, attraverso le parole del suo direttore Alessandro Gianni, conferma che la caccia alle balene “é un sistema puramente commerciale che non ha niente di scientifico. E’ una truffa ai contribuenti giapponesi che pagano con le loro tasse un’attività che dal punto di vista economico e’ un fiasco colossale ma gode di protezioni in alto loco”.

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