Le allergie diventano sempre più diffuse e quella ai peli del gatto è tra le più comuni. Per chi desidererebbe condividere la vita con un micio questa patologia può rappresentare un vero problema. Sconfiggere l’allergia è difficile ma qualcosa per vivere con un gatto senza soffrire troppo si può fare.
Vediamo prima qualche informazione sugli allergeni che ci disturbano. Si dice: “Quando mi avvicino a un gatto comincio a starnutire, lacrimare e a grattarmi a causa di un fastidioso prurito quindi sono allergico al pelo del gatto.” Ma non è così A scatenare l’allergia non è infatti il pelo, ma una proteina contenuta nelle ghiandole sebacee e nella saliva del gatto. Chiamata Fel d 1, questa molecola si deposita sul pelo e provoca la famigerata reazione allergica.
Questo tipo di allergia si manifesta per lo più con fastidi all’apparato respiratorio. I sintomi più diffusi sono simili a quelli che potete sperimentare se siete allergici alla polvere o al polline.
A volte i sintomi possono presentarsi anche dopo un periodo piuttosto lungo dall’inizio della convivenza con un gatto. Questo perché i cuccioli producono minori quantità della proteina incriminata, che potrebbero non essere sufficienti a scatenare i sintomi di un’allergia.
Premesso che il colpevole non è il pelo del gatto, grazie a uno studio svolto nel 2013 dall’Università di Cambridge, negli Stati Uniti, oggi siamo a conoscenza del meccanismo che può trasformare il gatto in un compagno molto fastidioso. È un recettore presente sulla superficie esterna delle nostre cellule il responsabile della reazione allergica. Denominata TLR4, questa molecola viene attivata dalla proteina Fel d 1 e fa scattare i sintomi dell’allergia. Al momento sono diverse le ricerche che stanno mettendo a punto un vero e proprio vaccino, per far sì che le piccoli tigri domestiche tornino a essere uno dei migliori amici dell’uomo.
Oggi esistono alcuni rimedi piuttosto efficaci per ridurre i sintomi dell’allergia, in modo da non essere per forza costretti a evitare il contatto con i felini o con mobili e oggetti da loro “contaminati”, come per esempio coperte, divani e stoffe su cui gli animali si sono accucciati. Ecco alcune possibili soluzioni:

lavarsi le mani dopo aver toccato un gatto
evitare di avere in casa tende o moquette, che sono un vero e proprio ricettacolo di allergeni, non solo quelli dei gatti
scegliere tappeti che possano essere lavati a caldo e pulirli spesso
installare un depuratore d’aria (o scegliere un condizionatore che possegga questa funzione)
passare spesso l’aspirapolvere
utilizzare una mascherina mentre si spolvera
lasciare a chi non soffre di allergia il compito di pulire la cassetta con i bisogni del gatto e di rimuovere i batuffoli di pelo sparsi per la casa.
Un aiuto anche dai farmaci
Se i rimedi suggeriti non hanno alcun effetto, una soluzione è senza dubbio quella di ricorrere al medico. L’allergologo saprà infatti indicarvi, in base ai sintomi, alla loro intensità e alla frequenza delle crisi allergiche, alcuni farmaci utili.
I gatti ‘anallergici’ non esistono. Esistono però razze feline considerate a basso rischio perché producono pochi allergeni.
Presenti in minima parte negli esemplari femminili e nei gatti castrati, tutti i mici hanno queste proteine. Quindi , semplicemente ci sono razze che hanno una percentuale minore dell’allergene nel loro corpo. Scopriamo  quali sono cliccando qui

 

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