A metterci in guardia da un arrivo anticipato delle temibili processionarie è l’Enpa di Savona ma è un allarme che può essere raccolto da tutti in questo febbraio che sembra aprile.
“A causa dei cambiamenti climatici in corso è già arrivata in provincia di Savona la processionaria, pericolosa per persone e cani. La Protezione Animali savonese – spiega in una nota – ne segnala la presenza a Savona in diverse zone (via Fontanassa e Comotto, via Collodi, zona Duomo, via Assereto (alla fine), in una delle quali un cane è già stato colpito e rischia di perdere parte della lingua; compatibilmente con i numerosi impegni dei pochi volontari dell’associazione, cercherà di tenere aggiornato l’elenco dei siti di rinvenimento in fondo a questo post, invitando gli animalisti a segnalarli nei commenti”.
“Enpa ricorda che si tratta di lepidotteri dotati di peli urticanti che vengono rilasciati nell’aria e che, grazie alla loro forma uncinata, si agganciano facilmente alla vittima provocando reazioni cutanee, alle mucose, agli occhi e alle vie respiratorie; i cani rischiano di entrare in contatto con questi piccoli animaletti annusando il terreno e le conseguenze possono essere fatali. E’ necessario contattare subito il veterinario; i sintomi sono irritazione di lingua e muso, forte salivazione, vomito, diarrea ematica, dermatite. Come prima azione d’emergenza è consigliato lavargli la bocca con acqua e bicarbonato, indossando guanti di lattice per evitare di toccare a propria volta i peli urticanti”.
“Se la processionaria si trova su alberi e giardini in luoghi pubblici occorre informare subito il comune, i privati invece hanno l’obbligo di eliminarla dalle loro proprietà contattando un’azienda certificata. A Savona comune è in vigore da alcuni anni un’ordinanza tendente soprattutto a disciplinarne la prevenzione”.
“La Protezione Animali segnala che alcuni uccelli sono dei naturali insetticidi di questo lepidottero: il cuculo, l’upupa, che estrae le crisalidi dalla terra e la capinera (discretamente diffusa in provincia), che mangia le uova nel nido” conclude l’Enpa.

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