Domenica 1 settembre in Trentino si è riaperta la stagione venatoria. Inizia dunque un’altra stagione di caccia, che ucciderà milioni di animali; anche esemplari dell’avifauna appartenenti a specie in forte declino. 
Si spara mentre i piccoli di alcune specie sono ancora dipendenti dai genitori. Si spara nonostante la biodiversità sia sempre più provata dai cambiamenti climatici e la crisi ambientale sia sempre più profonda. Si spara malgrado i numerosi morti e feriti che questa crudele attività causa ogni anno, con grave pericolo per l’incolumità delle persone e degli animali d’affezione.  Minacciati non da lupi né da orsi ma da individui che girano armati di fucili. Per questo la Sezione Enpa di Rovereto (Trento) ricorda a tutti coloro che vorrebbero avere il diritto di frequentare la montagna senza il pericolo di finire impallinati, alcune norme di sicurezza buone ovunque non solo sulle montagne del Trentino. 
Anzitutto, è buona norma utilizzare abiti dai colori sgargianti, per evitare di essere scambiati per cinghiali o altri animali selvatici. Meglio ancora sarebbe utilizzare un giubbotto con bande catarifrangenti: servono a renderci più visibili, perché i cacciatori possono sparare da un’ora prima del sorgere del sole, fino ad un’ora dopo il tramonto, quindi in condizioni di scarsissima illuminazione, specialmente nel folto dei boschi.
Sempre valido poi il consiglio di chiacchierare, specialmente se ci siamo inoltrati nel fitto della vegetazione: potremo evitare colpi sparati alla cieca, al solo rumore di foglie pestate o rami spezzati.
Nell’esercizio della caccia, devono essere rispettate alcune norme, che è utile sapere. Distanze dalle case: la caccia è vietata per una distanza di 100 metri da case, fabbriche, edifici adibiti a posto di lavoro; è vietato sparare in direzione di tali edifici da distanza inferiore di 150 metri. Distanze da strade e ferrovie: la caccia è vietata per una distanza di 50 metri dalle strade (comprese quelle comunali non asfaltate) e dalle ferrovie; è vietato sparare in direzione delle strade e delle ferrovie da distanza inferiore a 150 metri. Distanze da animali domestici: la caccia che avviene nei fondi con presenza di animali negli allevamenti è consentita solo ad una distanza superiore a metri 100 dalla mandria, dal gregge o dal branco.
Mezzi vietati di caccia: è vietata la caccia con uso di reti, trappole, tagliole, vischio, esche e bocconi avvelenati, lacci, archetti, balestre, gabbie trappola.
Giorni vietati: durante la settimana nei giorni di martedì e venerdì vi è l’obbligo di assoluto silenzio venatorio.
Spari nei pressi delle abitazioni: l’art. 703 del codice penale punisce chi in un luogo abitato, o nelle sue adiacenze, o lungo una pubblica via, o in direzione di essa spara con armi da fuoco. Qualora si fosse testimoni di violazioni alle norme sopra citate, si potranno segnalare gli illeciti penali sia alle forze di polizia che alle guardie venatorie, guardie forestali e guardia caccia, affinché gli autori vengano denunciati alla magistratura.
L’ambiente naturale è patrimonio comune, come la fauna selvatica e la biodiversità: difendiamoli e difendiamo il nostro diritto a goderne in pieno rispetto e in sicurezza.

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