Brolo è una piccola cittadina affaccita sul Lago d’Orta. Un borgo grazioso per le sue viuzze e monumenti ma conosciuto come il paese ufficiale dei gatti. In effetti è proprio così che Brolo si annuncia ai visitatori con il cartello posto all’ingresso del paese. E’ questo appellativo che attrae non solo gli amanti di questi felini, ma anche chi vuole capire il significato di questo attributo. Qui non solo i gatti in pelo ed ossa ma tante rappresentazioni di questi affascinanti felini popolano il paese. C’è un monumento e una strada tutta dedicata a loro. Inoltre quasi tutte le case di questa città hanno una piastrella raffigurante un gatto.
Il viaggio in questo mondo felino prende il via addentrandosi per le stradine del centro storico. Incontriamo la Strescia dal Gat, in pratica una piccola stradina pedonale tutta dedicata ai gatti, davvero tutta da scoprire. Oltre tutte le raffigurazioni gattesche, è l’atmosfera un po’ fuori dal tempo a fare da padrona: tanto silenzio e tanta tranquillità.
Per Brolo la denominazione di Paese dei Gatti nasce molti anni fa. Era il 1756 quando la frazione di Brolo chiese al paese di Nonio di poter avere una sua parrocchia indipendente. A tale scopo, si impegnava a mantenere ed arredare la sua chiesa di Sant’Antonio Abate, saldando tutti gli oneri verso la parrocchia di Nonio. Qualcuno non vedeva di buon occhio questa piccola “rivoluzione” e cominciò a circolare il detto che se Brolo avesse avuto la sua parrocchia, i topi avrebbero indossato il mantello.
La frazione si impegnò e riuscì nel suo intento nel 1767. Quasi per siglare questo avvenimento, sulla porta di una delle autorità fu trovato attaccato un topo con mantello. Un po’ come dire che gli abitanti di quello che sarebbe diventato il paese dei gatti avevano scacciato i topi.
Una leggenda suggestiva o forse un piacevole spunto per decidere, anni dopo, di utilizzare la figura di questo animale così emblematico per fare di un grazioso borgo un luogo speciale con una sua precisa caratteristica con cui distinguersi.

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