Piccoli, ma tanti e agguerriti, i chihuahua randagi che in branchi scorrazzano per le strade di Maryvale, una piccola cittadina in Arizona, terrorizzando la popolazione, in particolore i bambini.
Gli stessi operatori addetti al controllo degli animali sono impotenti davanti a questi cagnetti inselvatichiti dalla vita radagia e disposti a tutto per un boccone. Il numero dei chihuahua vaganti è poi in continuo aumento a causa delle mancate sterilizzazioni e dei crescenti abbandoni.
In città c’è una forte presenza di famiglie messicane che con la con la crisi sono tornate in Messico lasciando qui i loro cani. I cani non sterilizzati si sono e continuano a riprodursi in modo esponenziale.
“Ci sono un sacco di cani in strada (video). La gente inizierà a impazzire perché abbaiano tutta la notte”, si lamenta Stephanie Guzman, una residente. Anibal Morales, 7 anni, racconta di essere stata inseguita: “andavo in bicicletta intorno all’isolato e c’erano tre cani che hanno iniziato ad abbaiare e a inseguirmi”. Jose Lopez, un altro residente, ha detto, poi, di essere stato morso dai cani randagi un paio di volte.
Le autorità cittadine invitano la popolazione a collaborare fattivamente per arginare il fenomeno mandando in onda sulle radio e le tv locali annunci in lingua spagnola che invitino i residenti a prendersi cura nel modo migliore dei loro animali domestici senza abbandonarli e, soprattutto, sterilizzandoli.
Il fenomeno dei chihuahua abbandonati non riguarda solo Maryvale ed è cominciato da tempo. Era il 2010 quando a Los Angeles e a San Josè i chihuahua rappresentavano già il 40% degli animali lasciati nei canili. Il boom dei toy dogs era stato il risultato della combinazione di moda e benessere. Chi li aveva acquistati pensava che il costo del loro mantenimento fosse proporzionale alle loro dimensioni ma naturalmente non è così. Con l’arrivo della crisi i primi a farne le spese sono stati quei cani comprati come un accessorio di moda e non per il loro essere cani.

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