Si chiamavano Luna, Lotus, Mimosa, Venus, Zuri e Milia. Come riporta LaStampa.it erano sei labrador, uccisi dopo essere stati sottoposti a terribili sofferenze per la sperimentazione medica. Nell’ambito di una ricerca sugli impianti dentali sono stati cavati loro i denti uno a uno, poi sono stati uccisi. La sperimentazione, effettuata nell’università di Goteborg, in Svezia, era stata preannunciata già nel febbraio scorso e, nonostante il clamore da subito suscitato, il programma previsto è andato avanti fino all’ultimo capitolo che, come consuetudine vuole, sarebbe terminato con la morte delle cavie di turno.
Per conto loro, i sei cani, di tutto quel gran girare di camici bianchi, non avevano capito un granchè.
Sedati e privati dei denti come fossero giocattoli e ormai impossibilitati persino a tentare un timido morso, avevano subito tutto in nome della scienza.
Nel frattempo, qualcuno, anche al di fuori dell’università, aveva cominciato ad occuparsi di loro.
Associazioni animaliste come Animal Rights Alliance e “l’esercito del web”, si sarebbero dati da fare per cercare di salvarli, diffondendo la notizia di un nuovo, eventuale e inutile martirio.
Così, in un batter d’occhio, oltre 80mila firme erano state raccolte e i loro nomi, ormai famosi loro malgrado, erano divenuti familiari per le decine di persone che si erano offerte per adottarli.
Insomma, dopo tutto quel tam tam mediatico messo in atto, non restava che aspettare e sperare.
E invece, niente. Con tutti gli appelli rimasti inascoltati, si è proceduto all’abbattimento dei cani con la consueta tecnica utilizzata in questi casi. Quella “dolce morte” che, dopo tutte quelle sedute forzate dal dentista, per la povera Luna e i suoi compagni di sventure, deve essere stata una specie di liberazione.
Fine dell’esperimento.

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