E’ stato l’amore, il coraggio e la determinazione di Susanna ed Erica Longo  a permettere a Bettino, Claretta e Neretta  di arrivare in Italia.  Non era facile perché loro sono  “profughi a quattro zampe” in fuga dalle fiamme della rivolta tunisina. Il padre di Susanna ed Erica per lavoro  risiede a Douz, la città tunisina conosciuta come “la porta del Sahara”e qui si è sempre preso cura di  cani in difficoltà. Tra questi anche dei piccoli Bettino, Claretta e Neretta. Andate a far visita al padre, al momento di ripartire non hanno avuto il cuore di lasciare quei cuccioli nelle incertezze di un paese che vive un momento così tragico. Sono riuscite a far accettare dalla compagnia aerea Tunisair i tre passeggeri speciali e con una incredibile corsa contro il tempo e con l’aiuto di una falegname hanno preparato le gabbie per imbarcarli nella stiva. Messi non senza difficoltà i microcip e ottenute le analisi che attestassero la salute dei cani, tutto tra mille ostacoli e complicazioni, finalmente l’imbarco. Una volta a terra i cani resteranno in quarantena ma al sicuro.
Essenziale in questa avventura il supporto del ministero della Salute, delle Asl piemontesi e i consigli dell’ associazione “Save the dogs” che si occupa dei cani in Romania.
Durante questa esperienza le sorelle Longo hanno trovato persone disposte a collaborare e sono entrate in contatto con delle associazioni per gli animali che stanno muovendo i primi passi in questo momento di crisi e che meritano tutto il nostro aiuto.
Anche per gli animali di affezione dei cittadini stranieri che si trovano in Egitto l’Enpa si è unita all’appello lanciato al Segretario di Stato usa, Hillary Clinton, per estendere il ponte aereo anche ai quattrozampe. “Immaginiamo – prosegue l’Enpa – che il governo americano non voglia assumersi la responsabilità di quello che potrebbe accadere, in una situazione così precaria come l’attuale, ai quattrozampe rimasti indietro o alle famiglie che abbiano rifiutato il rimpatrio pur di non abbandonare i loro amici.” E un analogo appello l’Enpa lo rivolge anche al Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, che ha più volte dimostrato una grande attenzione nei confronti delle tematiche animaliste. “Al ministro Frattini – prosegue l’Enpa – chiediamo di garantire che i cittadini italiani proprietari di animali possano tornare in patria senza doversi forzatamente separare dai loro quattrozampe. Per gli animali questa possibilità potrebbe equivalere a una condanna a morte; per i loro proprietari, invece, a una ferita destinata forse a non rimarginarsi più

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