Per le strade di Serramezzana, piccolo comune in provincia di Salerno, vivono dei cani randagi la cui presenza è assai sgradita al parroco della cittadina. Il sacerdote avrebbe sollecitato interventi  per debellare il fenomeno randagismo nel paese ma l’Enpa, scesa in campo per tutelare i quattrozampe, sollecita invece l’adozione di misure di accoglienza “come prescrive la legge”, sottolinea Manuela Zambrano, presidente dell’Enpa salernitana.
L’Enpa ha segnalato il caso anche a Papa Francesco perchè raccomandi al parroco “una benevola, affettuosa, amorevole attenzione – si legge nella missiva – anche nei confronti di quella parte del creato rappresentata dagli animali”.
“Il parroco – spiega la presidente Zambrano – si è rivolto all’Asl ed ai carabinieri per dolersi della sporcizia e della pericolosità dei cani randagi del paese. In realtà sono in corso interventi, anche da parte del Comune, per assistere i cani e garantire la sicurezza dei cittadini nella più scrupolosa applicazione delle vigenti normative”.
In difesa dei cani e delle loro ragioni insiene all’Enpa è scesa in campo anche Anna Acquaviva, sindaco di Serramezzana. Nella lettera inviata a Papa Francesco si fa appello affinchè anche il parroco si ponga “con carità cristiana” nei confronti del “fratello cane”.
Il parroco di Serramezzana è solo l’ultimo di tanti sacerdoti che sembrano aver dimenticato gli insegnamenti di S. Francesco, le parole di Papa Paolo VI che vedeva negli animali “i nostri fratelli più piccoli”, l’affermazione di Giovanni Paolo II  per cui “Non solo l’uomo ma anche gli animali hanno un soffio divino” e il dichiarato amore di Benedetto XVI per gli animali.

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