E’ ormai chiaro che gli italiani in materia di vivisezione non si lasciano più convincere dalle farneticazioni di pseudoricercatori e dall’arroganza e prepotenza delle lobby farmaceutiche. Mentre i senatori, approvando l’art.14 della legge comunitaria 2011, che prevede, tra l’altro, il divieto di allevare sul territorio nazionale cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione, come hanno fatto i deputati della Camera qualche settimana fa, potranno dimostrare di essere vicini al comune sentire della popolazione e non alle lusinghe economiche di potenti multinazionali che alimentano i loro grandi interessi lucrando sulla sofferenza degli animali, sabato sono scesi in campo gli attivisti anti-Green Hill per tornare a chiedere la chiusura dello stabilimento di Montichiari
Alla manifestazione organizzata dal collettivo Occupy Green Hill hanno partecipato circa 1.400 persone vestite di nero in segno di lutto. A metà del percorso preannunciato, in prossimità dell’imbocco del sentiero che porta alla collina dove ha sede l’azienda, si sono staccate dal corteo circa 300 persone, che in piccoli gruppi hanno tentato ripetutamente di raggiungere il Green Hill attraverso i campi.Gli attivisti sono stati fronteggiati e respinti diverse volte dai reparti delle forze dell’ordine “con manovre dissuasive senza che fosse operata alcuna violenza nei confronti dei manifestanti”. Poco dopo, prosegue la versione della Questura, un gruppo di 150 manifestanti ha raggiunto le recinzioni da una zona boschiva e laterale.libero_320x200 Anche questi sono stati bloccati, ma successivamente due gruppi di attivisti, tagliando per stradine di campagna, sono riusciti ad eludere la sorveglianza delle forze dell’ordine e ad entrare nell’allevamento. Hanno aperto le gabbie e si sono “passati” circa una trentina di cani, quai tutti cuccioli e due cagne gravide. Contrariamento a quanto risultava in un primo tempo, la polizia non avrebbe recuperato neppure una parte dei beagle, ma ha fermato per accertamenti 12 persone, 8 donne e 4 uomini arrestate in flagranza di reato durante la manifestazione. I reati ipotizzati vanno dalla rapina inpropria al furto pluriaggravato, dalla violazione di domicilio all’invasione di terreni ed edifici, dal danneggiamento aggravato alla resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Denunciato anche un minorenne. Gli arrestati, accompagnati poi presso le case circondariali e di reclusione bresciane, non sono di origine bresciana, ma provegono per lo più dalla Romagna, Toscana, Torino, Treviso, Roma e Milano ed essendo incensurati dovrebbero presto tornare in libertà come i 30 beagle liberati.

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