Vietare a chi è stato condannato per maltrattamento o a chi non è manifestamente in grado di assicurare il buon mantenimento e benessere, la detenzione e la proprietà giuridica di un altro animale. No, non si tratta del dovere di sequestro e confisca di un animale, e questo secondo è previsto – in via innovativa – dalla Legge 189 del 2004, sottraendo così definitivamente l’animale maltrattato al maltrattatore. E’ il caso invece di chi, pur in presenza di un atto riguardante un suo precedente animale, ne prende un altro. Uno “nuovo”, per iniziare un altro maltrattamento. E così via, sulla carta all’infinito.
La Legge 189 del 2004 con la riforma del Codice penale contro i reati a danno degli animali, per volontà maggioritaria dei parlamentari di allora non lo ha voluto purtroppo fissare come fattispecie all’interno della normativa stessa.
Ma, come per altri ambiti della norma che noi avremmo voluto ancora migliore ma che si applica a tutti gli ambiti di utilizzo degli animali, a prescindere dalla specie di appartenenza, la pratica quotidiana, la Giurisprudenza, le denunce e l’attività di associazioni e cittadini, e ora alcune Ordinanze di Sindaci stanno migliorando l’efficacia della Legge.
E’ così fondamentale conoscere e divulgare come esempio, le recenti Ordinanze dei Sindaci di Bibbiano (Reggio Emilia) e Bussolengo (Verona).
Nel primo caso si è ordinato al signor Beneventi Carlo, peraltro proprietario di un’azienda agricola, “di non detenere ora e in futuro cani a qualsiasi titolo” con spostamento del cane oggetto di controllo di veterinari Asl e Guardie zoofile dell’Enpa. I controlli avevano accertato la mancanza di benessere animale.
Nel secondo, a Bucco Gianfranco ed Esposito Rita “nonché a eventuali conviventi vieta la possibilità di detenere animali a qualsiasi titolo anche temporaneamente”. I due, ai quali sono stati sequestrati dei cani periodicamente acquistati o procurati “che vengono costretti a vivere in condizioni igieniche inaccettabili, subendo angherie e percosse di vario tipo oltre a non essere accuditi nei bisogni primari (mancanza di cibo e acqua)”, erano recidivi e a nulla era servito un percorso di educazione realizzato dalla sede veronese della LAV. I controlli del rispetto dell’Ordinanza il Sindaco li ha affidati al Servizio Veterinario Asl, alla Polizia Municipale e ai Carabinieri.

Gianluca Felicetti

Presidente LAV

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