A venirmi incontro, quando si apre il cancello, è un “giovanotto” in jeans e capellino all’americana, attraversa il giardino della sua casa con le falcate delle sue lunghe gambe, seguito da un bel gruppetto di cani grandi e piccoli. Quando manca poco a stringerci la mano riconosco il sorriso ironico e lo sguardo sornione di Andrea Roncato, lo showman di successo che ci regalato tanti momenti di allegria. 

Andrea, quanti cani! Hai sempre avuto e amato gli animali?
In un certo senso sì, quando ero bambino, passavo molto tempo a casa dei miei nonni che vivevano in una cascina in campagna, vicino a Bologna, dalle parti di San Lazzaro. Lì gli animali erano una parte della famiglia, c’erano cani, gatti, galline conigli, mucche, praticamente i miei compagni di giochi. Forse, anche adesso, il mio amore per gli animali è legato ai ricordi dell’infanzia, quando con i nonni, i vicini e tutti gli animali ci si ritrovava nella stalla a chiacchierare e raccontare. Il calore di una stalla è qualcosa di magico che nessuna stufa può regalare, è un abbraccio caldo e carico di odori di casa, di serenità. Ci si sente tutti uniti in un mondo magico di uomini e animali.

Allora la scelta di vivere in campagna è un po’ per ritrovare quell’atmosfera, dove continuare a vivere con gli animali e dove loro potessero vivere bene?
Ho cercato un posto dove ritrovare la rasserenante condizioneandrea_sul_divano_con_cocker_chiuaua_e_nero_320x200 psicologica del passato ma soprattutto uno spazio dove i miei animali potessero essere felici perché loro sono tra gli affetti più importanti della mia vita. Gli animali ti danno un amore incondizionato. Mi hanno dato la forza di superare i momenti difficili nella vita, se non ci fossero stati loro, se non mi avessero fatto sentire quanto sono importante per loro non so che cosa sarebbe potuto accadere. Ora sono la mia forza, quando ho un problema, mi siedo in mezzo a loro e piano, piano la soluzione la trovo.

Entrando ti ho visto circondato dai cani, parlaci un po’ di loro. Quanti sono? Come sono arrivati a casa tua?
Ma io non ho mica solo cani! Tu non li hai visti, ma qui ci sono anche due scoiattoli cui do da mangiare, il cincillà Cin, il coniglio Nerone, nero con un ciuffo nerone_coniglio_320x200di pelo in testa e poi le galline, sporcano un po’ ma sono bellissime! Certo i cani sono il gruppo più numeroso, sono cinque. Lupo è un incrocio di canelupo, l’avevo visto trotterellare sulla via Cassia poi, inspiegabilmente, l’ho ritrovato davanti al mio cancello, ma appena mi sono avvicinato è scappato, questo per due o tre volte e quando non credevo più di rivederlo, una sera tornando a casa sul tardi, l’ho ritrovato di nuovo davanti al mio cancello, da allora siamo insieme. C’è Elsa, un pastore belga e Kevin un cocker nero gran saltatore e poi i piccoli, Rambo e Katia, due chihuahua che mi sono fatto anche tatuare sul braccio. Pensa, il mio primo chihuahua me l’ha regalato Carmen Russo che adora questa razza. Mi piacciono molto anche i cavalli, ho tre quarter horse: Josè, suo figlio Joli e Miky. Qui non c’è abbastanza spazio per loro, stanno in un maneggio, dove hanno stalle confortevoli e grandi spazi per correre e posso stare con loro quando voglio perché la pensione non è lontana da qui. Poi diciamo che ho delle “adozioni a distanza” da una signora pensionata che aiuto a prendersi cura di cani abbandonati.

La tua è una vita intensa, il tuo lavoro è fatto di tanti impegni, riesci a trovare il tempo di occuparti dei tuoi animali, di coccolarli, di giocare insieme?
Certo, quando sto in casa, che è una delle cose che mi piace di più, sto sempre insieme a loro, vivono vicino a me, li coccolo e loro coccolano me. C’è un’intesa perfetta, senza parole. Quando devo allontanarmi per lavoro, c’è “tata Vittoria” una deliziosa signora rumena di cui mi fido e che li ama e li cura forse meglio di quanto so fare io.elsa_con_cappello_320x200

Tutti conoscono Andrea Roncato attore, ma tu sei anche un poeta, uno scrittore. Due versi della tua poesia “Dedicata a un cane”gli occhi di un cane comprato per gioco e usato come un gioco. Occhi che cercano ancora quel padrone che non c’è mai stato e chiedono ancora quella carezza che non gli ho mai dato…’  fanno pensare che il tuo amore per i cani non è sempre stato così profondo e responsabile, è così?
roncato1-1_320x200La poesia, parte dell’omonimo volume che raccoglie momenti e incontri della mia vita è dedicata ad un Akita Inu, un cane che ho avuto quando stavo a Milano. Allora ero sempre in giro, vedevo tanta gente, ero stanco e per lui restava poco tempo, non avevo ancora capito quanto avesse bisogno di me, del mio affetto e quanto amore poteva darmi. Non ripeterei più un simile errore. Avere i miei cani vicino mi da forza, riesco a realizzare i miei progetti non per la fortuna ma perché loro, i cani, mi fanno sentire che sono uno che può farcela.

Anche l’altra poesia “Ti avrei voluto” scritta per un figlio che non hai voluto e di cui ora senti la mancanza, a un certo punto recita ‘ti avrei voluto dolce con i cani per poterli accarezzare’. Quanto conta l’educazione, l’esempio in famiglia perché i giovani, troppo spesso protagonisti di maltrattamenti di animali, crescano nel rispetto di questi esseri che soffrono e amano come noi?
Conta moltissimo, i genitori sono responsabili delle azioni che faranno i loro figli, devono crescerli nel rispetto di chi è più debole, bambini, anziani elupo_320x200 animali. Non bisogna mai regalare un cucciolo a un bambino. Il cane deve essere in grado di difendersi dal soffocante affetto di chi è piccolo e lo considera ancora solo un peluche.

Pensi che dare il proprio amore a un animale, dedicargli il nostro tempo, spendere per lui, sia ingiusto nei confronti delle persone che hanno bisogno?
Assolutamente no, occuparsi del benessere degli animali non vieta di essere attenti ai bisogni di tutte le categorie più deboli come i bambini e gli anziani bisognosi. Certo è che chi ama gli animali è più pronto a riconoscere una situazione di disagio, una richiesta d’aiuto.

Andrea, tu sei stato testimonial di campagne animaliste come altri personaggi famosi, i media si occupano sempre più spesso di animali, pensi che tutto questo abbia contribuito a migliorare la sensibilità della nostra società verso il rispetto e il riconoscimento degli animali come esseri senzienti?
Si certo, ci sono sempre più famiglie o single che hanno per amico un cane, un gatto o un qualsiasi altro animale domestico. Purtroppo avvengono ancora, tutti i giorni, episodi di crudeltà verso gli animali ma l’indignazione e la condanna della gente è unanime e maggiore rispetto al passato. Bisogna continuare su questa strada senza mai abbassare la guardia.

Nel tuo lavoro, cinema, tv, teatro, cabaret hai mai lavorato con gli animali? Come ti sei trovato?
Ho condotto le prime due edizioni di “Sabato al Circo”, un varietà realizzato in un vero e proprio tendone di un circo, stavo in mezzo a pantere, tigri ed elefanti. Naturalmente il circo non è la dimensione giusta per gli animali selvatici che hanno bisogno di libertà, di una natura che gli dia gli spazi congeniali alla loro razza ma, detto questo e sottolineando che un animale in gabbia soffre sempre, non ho visto maltrattamenti, forse perché il circo era di quelli famosi e quindi con le possibilità per mantenere e curare gli animali. Nei piccoli circhi dove non c’è da mangiare miki_cavallo_320x200neppure per gli uomini la situazione è ben diversa. A “Sabato al Circo” ho cominciato a conoscere e amare i cavalli e presi il mio primo destriero, Marlon. Quello che proprio non mi trova d’accordo sono gli animali nei programmi televisivi, è una violenza, come nel cinema: tenere gli animali in un ambiente sconosciuto, vincolati ai tempi di scena è complicato per gli addestratori e stressante per loro. Non parliamo quando sono usati in quegli show che propongono prove di coraggio, sono usati come oggetti da spettacolo.

C’è tra i tuoi animali uno di loro particolare cui sei un po’ più legato o che ti segue in tournée?
No, per me sono tutti uguali, solo che Rambo e Katia, i due chihuahua, sono i più portabili e tranquilli. Lupo per esempio, grande e grosso com’è, ha paura diKATIA__320x200 tutto. Basta un tuono e subito s’infila sotto le coperte con me. Sarebbe una cattiveria portarlo in viaggio.

In questi giorni sei presente al Festival del Film di Roma con la pellicola di Pupi Avati “Il grande cuore delle ragazze”, ma nei tuoi progetti di lavoro futuri c’è qualcosa che comprende gli animali?
Sì, ho scritto la sceneggiatura di un film in cui credo molto: “L’uomo dei cani”.  E’ la storia di un avvocato cui viene affidato il cane dell’ex moglie. Lui è un uomo che odia gli animali, ma poi questo cane lo conquisterà e dovrà ricredersi. Comincerà a raccogliere e salvare i randagi di strada e a vivere felice con loro fino a quando si trova a essere bersaglio di malavistosi che vogliono ucciderlo. E’ una storia molto lunga e piena di colpi di scena, perfetta per farne una fiction in due puntate.

Se fossi un animale, quale saresti o vorresti essere?
Un orso, è un animale bello e forte e il suo aspetto simpatico ci fa dimenticare che per difendere i suoi piccoli e se stesso sa essere anche molto feroce. Una volta, allo zoo, stavo davanti al recinto degli orsi e ho assistito a una scena commovente. Era il momento del pasto e gli orsi per arrivare al cibo dovevano attraversare un ponticello. Nel gruppo c’era una vecchia orsa, un po’ malferma sulle gambe, beh, i più giovani le sono stati vicini e l’hanno sostenuta per aiutarla a passare il ponte. Veramente incredibile! Come faremmo noi con una signora anziana.

Grazie Andrea, è stato veramente piacevole parlare con te. I nostri lettori scopriranno dei lati della tua personalità che, come me, sicuramente non conoscevano.  Se gli animali ti hanno dato la serenità certo a loro tu dai tanto amore.

Foto:
dall’alto verso il basso una bella immagine di Andrea Roncato; 
da dx Elsa, Andrea, Rambo e Kevin;
Nerone il coniglio;
Elsa versione cow-girl;
La copertina del libro “Ti avrei voluto”
Lupo;
il cavallo Miky e infine Katia. 

Di seguito i testi delle due poesie di Andrea Roncato citate nell’intervista:

“Dedicata a un cane”
Se un giorno tu te neandrai non chiudere la porta e non salutarmi quando te ne andrai,
così io penserò che sei uscita un attimo e che ritornerai…
Ci sono persone come meteore:
ne vediamo la luce, ne sentiamo il calore,
poi se ne vanno lasciandoci una piccola bruciatura nel cuore…
Spesso ci appaiono fra i pensieri occhi che conosciamo bene,
occhi di persone care,
di vecchi amici, di amori perduti,
di chi se n’è andato prima che avessimo il tempo di farci perdonare qualcosa.
Fra tutti questi occhi ci sono anche gli occhi di un cane comprato per gioco ed usato come un gioco.
Occhi che cercano ancora quel padrone che non c’è mai stato e chiedono ancora quella carezza che non gli ho mai dato…

“Ti avrei voluto”
Ti avrei voluto piccolo per poterti abbracciare,
ti avrei voluto grande per potermi appoggiare,
ti avrei voluto d’inverno dietro a una finestra a guardare la neve che comincia a cadere,
ti avrei voluto con la pioggia di un temporale sotto le coperte in silenzio per sentirne il rumore,
ti avrei voluto dolce con i cani per poterli accarezzare e tenero coi vecchi per poterli amare,
ti avrei voluto cantare una canzone, farti addormentare e riprendere il sogno che ti aveva fatto svegliare,
ti avrei voluto di fianco a camminare tutti e due in silenzio cercando di capire quello che l’altro ha dentro e che non riesce a dire.
Ti avrei voluto il giorno che dovevi partire, per il piacere di vederti ritornare, ti avrei voluto il giorno che me ne dovrò andare, ti avrei voluto volere, ma quella volta non ti ho voluto.

 

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