Quando ieri 439 migranti sono sbarcati a Pozzallo c’era anche lui,  un gatto, grande e bianco, piuttosto denutrito. E’ arrivato dalla Siria insieme a una giovane siriana che, oltre ad assistere il fratello disabile durante il viaggio, non ha pensato neppure un attimo a lasciarlo in un paese martoriato dove nessuno si sarebbe preso cura di lui. Lo ha tenuto un po’in braccio e un po’ nel trasportino durante il viaggio non certo facile. Una volta toccata terra però, nonostante le proteste e le lacrime della giovane e la resistenza del micio, sono stati separati. Dopo le prime cure del veterinario, il gatto è stato mandato in quarantena in una struttura della Azienda Sanitaria Provinciale di Vittoria per i vaccini e i controlli di routine, mentre la ragazza ha dovuto seguire gli altri profughinel centro di prima accoglienza di Pozzallo. “Quando ce l’hanno portato – hanno detto gli operatori – era agitatissimo: la fuga dalla Siria, poi il viaggio e infine la separazione dalla sua padroncina. I gatti sono molto sensibili ai cambiamenti”. La giovane è diretta in Germania, dove si trovano alcuni parenti che l’aspettano, ma non vorrebbe partire senza il suo gatto.
“É una storia meravigliosa – ha detto la presidentessa del Rifugio sanitario – perché noi abbiamo a che fare con animali che sempre più spesso vengono abbandonati senza alcun ritegno dai propri padroni, invece questa é proprio una storia d’amore e di affetto che commuove”.

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