La protesta contro la crisi mondiale dell’economia ha preso tanti nomi, dagli indignados spagnoli a occupy wall street dei ragazzi americani che si sono accampati in quello che è stato immediatamente rinominato come Liberty Park. L’unica costante è il fatto che i cani siano vicini ai loro padroni nella protesta.
Non c’è differenza di latitudine in questo, a Boston come a New York, ovunque gli amici a quattro zampe vengono coinvolti o semplicemente continuano nella loro funzione di buona compagnia. Le pagine Facebook dei vari movimenti di protesta traboccano di fotografie di cani.
Il movimento di occupy wall street ha attirato l’attenzione dei media per diverse ragioni, non sempre inerenti alla protesta in se, ma i cani sanno esprimere un attaccamento disinteressato che va oltre ogni speculazione e per questo più veritiero ed in linea con gli ideali del movimento di occypy wall street e tutti gli altri simili sparsi per il mondo.
A dire il vero, qui in Italia, i cani un motivo personale per esserecani-indignati “indignados” con le misure economiche assunte contro la crisi lo hanno. Il nostro sistema tributario ha deciso di applicare alla salute degli animali l’aliquota massima dei beni voluttuari e di lusso. Non è etico, prima ancora di essere esoso. Per fortuna c’è chi non la pensa così, il Sottosegretario con delega alla veterinaria, Francesca Martini, ha dichiarato che questo livello di pressione fiscale sugli animali è “indecente” e che i pazienti animali meritano la stessa agevolazione fiscale riconosciuta al paziente umano. 

Fonte: nanopress

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