Continuano gli studi che testimoniano l’intelligenza e le capacità dei pesci di collaborare e aiutarsi l’un l’altro.
L’amicizia tra il pesciolino Nemo e la smemorata Dory raccontata dalla Disney non è un’invenzione cinematografica: esiste davvero anche in natura. I pesci sono infatti capaci di cooperare tra loro coprendosi a vicenda le ‘spalle’ mentre sono alla ricerca di cibo. Lo hanno scoperto i ricercatori australiani della James Cook University studiando i pesci coniglio della barriera corallina.
Una vera sorpresa, visto che finora si pensava che comportamenti sociali così complessi appartenessero solo ai mammiferi e agli uccelli più evoluti. ”In passato si è discusso a lungo sulla possibilità che la cooperazione potesse esistere fra animali che non hanno capacità sociali e cognitive altamente sviluppate come gli umani e alcune specie di primati e uccelli”, spiega il ricercatore Simon Brandl, che lavora presso il Centro d’eccellenza Arc per lo studio della barriera corallina.
”Mostrando che anche i pesci sono capaci di negoziare un sistema di cooperazione reciproca, nonostante siano considerati freddi, asociali e poco intelligenti – continua l’esperto – dimostriamo che la cooperazione potrebbe non essere una cosa così esclusiva così come si è pensato finora”. I ricercatori sono giunti a questa conclusione dopo aver studiato il comportamento dei coloratissimi pesci coniglio che vivono a ridosso della barriera corallina, proprio come i due protagonisti del film ‘Alla ricerca di Nemo’. I risultati delle osservazioni, pubblicati sulla rivista Scientific Reports, ”dimostrano che questi pesci riescono a coordinarsi in coppia per vigilare a turno mentre il compagno mangia: è quasi come se si coprissero le spalle a vicenda. Questo comportamento – afferma Brandl – è unico fra i pesci e sembra proprio basarsi sulla reciproca cooperazione tra i due membri della coppia”. (ansa).
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