La Humane Society International ha lanciato già nel 2015 un programma pionieristico salvare i cani destinati al consumo alimentare in Corea del Sud. Il progetto prevede di sostenere concretamente gli allevatori di carne di cane  affinche possano riconvertire la loro attività verso un business  umano senza sofferenze e più sostenibile.
Questo è quello che è successo all’allevatore Nakseon Kim, che ha colto al volo l’occasione di cambiare vita e iniziare un nuovo business coltivando cavoli e altri ortaggi con l’aiuto di HSI.
La sua decisione ha permesso di salvare oltre 70 cani dal macello e dal traffico dei cuccioli.
Si tratta della sedicesima chiusura di un allevamento che Humane Society International è riuscita ad ottenere. Ora i cani verranno trasferiti in diversi rifugi partner in Canada e negli Stati Uniti, con l’obbiettivo di trovar loro nuove case adottive. Prima che ciò avvenga, verranno però portati in una struttura d’accoglienza temporanea in Corea del Sud, in attesa che le restrizioni di viaggio a causa del Covid-19 si allentino. Una volta usciti sani e salvi dall’allevamento, i cani riceveranno immediatamente un controllo veterinario completo e avrà inizio il lavoro di riabilitazione.
“Non ci sono molte persone in Corea del Sud, ancora disposte a gestire un allevamento di cani da carne – ha detto Nakseon Kim – . Non c’è futuro in questo settore. Non appena avrò chiuso il mio allevamento, con l’aiuto di Humane Society International, inizierò a coltivare verdure da vendere ai ristoranti. Quello è un business sostenibile».
A prescindere dal business, cani e  gatti non devono soffrire e morire per il commercio della loro carne non solo in Corea ma in tutta l’Asia. I governi dei paesi in cui il commercio di carne di cane esiste devono impegnarsi per sradicare questa pratica crudele e non necessaria.
Humane Society International spera che il modello proposto accelererà la fine di questa controversa e crudele industria nella Corea del Sud, Questo dimostrerà anche agli altri governi  che con un aiuto concreto agli allevatori coinvolti, la transizione può funzionare.
Purtroppo fino a quando i governanti non si impegneranno veramente per fermare questa terribile industria, l’incubo continuerà per milioni di altri animali.

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