Fermare immediatamente la diffusione della collezione intitolata “Insetti dal Mondo”. E’ quanto la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, chiede con una lettera al distributore, la Rba Italia, e al National Geographic Italia, editore che ha incomprensibilmente scelto di appoggiare l’iniziativa associandovi il proprio marchio. I fascicoli sono infatti realizzati utilizzando non riproduzione o modellini, come sarebbe stato legittimo e sensato aspettarsi, ma insetti veri. Scorpioni, scarabei, coleotteri, ragni, allevati e uccisi al solo scopo di essere sigillati in una teca di resina.
«Se oggi c’è una diffusa e crescente attenzione al rispetto di ogni forma di vita anche la più piccola, per dimensioni, il merito è anche del National Geographic, che dal 1888 ad oggi ha svolto una grande opera di informazione e sensibilizzazione. Per questo – scrive la presidente di Enpa – non riusciamo proprio a comprendere come il National Geographic Italia abbia potuto legare il proprio marchio a una iniziativa editoriale di questo tipo, così irrispettosa della vita, così distante dall’etica».
Insomma, secondo Enpa, questa strategia potrebbe rivelarsi un boomerang proprio perché lontana dalla mission educativa di cui il National Geographic Italia intende farsi portatore. «Educare significa sensibilizzare al rispetto di ogni forma di vita – prosegue Rocchi – non certo alimentare un terribile meccanismo in virtù del quale migliaia di insetti e invertebrati vengono fatti nascere, vengono allevati e curati soltanto per veder finire anzitempo la loro vita. Ma io sono convinta che proprio quella sensibilità che il National Geographic ha contribuito a plasmare negli anni passati, spingerà la stragrande maggioranza dei consumatori a tenersi lontano dalla collezione “Insetti dal Mondo”»

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