Cinquant’anni in difesa degli animali e dell’ambiente. Ecco cosa rende Jane Goodall, figura storica dell’etologia, della biodiversità e dei diritti degli animali, un Grande Ufficiale della Repubblica. Il riconoscimento del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, infatti, una delle onorificenze più alte nel campo scientifico e sociale nel nostro paese, le sarà conferito oggi dal Consigliere del Presidente della Repubblica, Dott. Elio Berarducci, in occasione di una cerimonia a Villa Wolkonsky, residenza dell’Ambasciatore Britannico a Roma.
“Ogni essere vivente è importante. Ognuno ha un ruolo da svolgere. Ogni individuo fa la differenza”: sono queste le certezze di una grande studiosa che nell’anno internazionale delle foreste, il 2011, giunta alla soglia degli ottanta anni, è venuta in Italia a raccontare il suo programma   internazionale per l’impegno ambientale ed umanitario, Roots&Shoots, rivolto ai giovani di tutto il mondo con l’intento di migliorare la conoscenza del territorio e promuovere attività e progetti per favorire la salvaguardia dell’ambiente e l’integrazione culturale.
Roots&Shoots, attivo in oltre cinquanta paesi, non è così conosciuto in Europa, probabilmente perché, ha detto la Goodall intervistata da La Stampa, “ i nostri ragazzi hanno troppi soldi”.
“Se riusciremo ad avere una massa critica che pensa che la vita non è fatta solo di ricchezze materiali – ha aggiunto la studiosa britannica – che bisogna smetterla di distruggere l’ambiente e uccidere gli animali, che bisogna vivere in maniera più consapevole, allora saremo ancora in tempo per cambiare direzione e salvare il nostro pianeta”.
Il programma permette a ragazzi di tutto il mondo di partecipare attivamente per salvare l’ambiente, gli animali o aiutare le popolazioni più disagiate.
Jane Goodall è stata senza ombra di dubbio uno dei personaggi chiave dell’etologia contemporanea: il suo approccio ‘rivoluzionario’ ha consentito di conoscere il mondo degli scimpanzé e dei primati non in modo antropocentrico, ma umano, di scoprire le loro disperate condizioni in cattività, la distruzione spietata del loro habitat e la complessità delle loro relazioni sociali.

Fonte C. G. www.lav.it

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