Giornali, televisioni e media tutti hanno dato notizia della morte di Pushkin, non lo scrittore russo ma un gattone nero di Birmingham. La sua fama nasce otto anni fa quando incontrò il Papa.
Il Papa Emerito Benedetto XVI, nel suo amore verso tutte le creaure di Dio, ha sempre avuto un feeling speciale con i gatti. Nel 2010, durante una visita nel Regno Unito dell’allora pontefice agli Oratoriani di Birmingham, aveva conosciuto Pushkin, un bellissimo gatto nero, beniamino della congregazione, divenuto una celebrità dopo il suo incontro con il Pontefice.
Benedetto XVI fu attirato dal miagolio ostinato di un gatto e voltandosi verso l’origine della protesta felina vide uno degli Oratoriani con in braccio un bel gattone nero adornato con un nastro color giallo e bianco, i colori del Vaticano. Subito il Santo Padre si era avvicinato e lo aveva accarezzato rivolgendogli parole affettuose. Il micio, quasi avesse capito chi aveva di fronte, assunto un atteggiamento di rispettoso silenzio. Le foto dell’incontro avevano fatto il giro di tv e tabloid. Da allora Pushkin era stato raggiunto da lettere di numerosissimi fan e suoi consimili, come i gatti del convento carmelitano di Wolverhampton, che avevano voluto “presentarsi” a lui e con cui era nato un simpatico scambio.
Purtroppo, proprio lo scorso 17 novemtre, giorno dedicato ai gatti neri come la mascotte di Birmingham, Pushkin è volato via sul Ponte dell’Arcobaleno.

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