La mafia, tante volte al centro di sfruttamanto e maltrattamento di animali da parte dei suoi affiliati, questa volta restituirà qualcosa agli animali, certo una goccia nel mare ma pur sempre qualcosa. Di alcuni beni sottratti alla mafia in Sicilia, una parte sarà destinata alla realizzazione di un rifugio per animali randagi.
Giuseppe Caruso, direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ha firmato un provvedimento per il trasferimento al Comune di Alcamo (Tp) di un fabbricato con annesso terreno definitivamente confiscati alla mafia nel 1997.
Le due unità, sequestrate in Contrada Tre Noci, sono state destinate all’ente locale per finalità istituzionali e, in particolare, per essere utilizzati, oltre che come autoparco, area attrezzata di protezione civile e servizi manutentivi annessi, per realizare un rifugio per animali d’affezione abbandonati che sarà affidato ad associazioni di volontariato per la difesa dei randagi a norma della legge quadro sul randagismo (legge 281/1991).

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