In un momento storico unico per il nostro Paese, con la recente entrata in vigore del nuovo testo di legge per la regolamentazione della sperimentazione animale, IPAM (Piattaforma Italiana per i Metodi Alternativi) ha allestito una mostra che ripercorre la storia delle “3R”, Replacement, Reduction e Refinement, i tre criteri che prevedono: la sostituzione completa degli animali nella ricerca scientifica (principale obiettivo della nuova normativa nazionale ed europea), la riduzione del numero di animali usati o il raffinamento delle procedure sperimentali che li utilizzano. 
La mostra, ad ingresso libero, è ospitata dall’Università La Sapienza di Roma, nello spazio museale del MLAC-Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, nella parte posteriore dell’edificio del Rettorato (vicino all’Infopoint della Sapienza) e rimarrà aperta sino al 2 ottobre, dalle 10 alle 18.  Ne da’ notizia una nota diffusa dalla Lav.
 Il principio delle 3R, tema centrale dell’esposizione, formulato da due ricercatori britannici nel 1959, rappresenta il punto di partenza per una riflessione-discussione etica sulla sperimentazione animale, in quanto attribuisce un valore morale indiscutibile alla sofferenza e, quindi, al benessere degli animali coinvolti nella ricerca scientifica.  
La mostra si prefigge di sensibilizzare e informare il pubblico sul tema delle alternative nella sperimentazione animale, attraverso un percorso guidato di  38 pannelli espositivi che coprono tre sezioni tematiche: le 3R tra passato, presente e futuro.  Grazie a tale spazio espositivo, non solo i ricercatori e gli studenti, ma chiunque potrà approfondire una tematica molto discussa, venendo a conoscenza di un fenomeno che riguarda tutti i cittadini, attraverso informazioni equilibrate ed obiettive, nel rispetto del rigore scientifico. Con questa mostra, IPAM vuole dare un segnale molto forte al nostro Paese, che deve maggiormente investire nelle alternative alla sperimentazione sugli animali e diventare un punto di riferimento per la ricerca di tutto il territorio comunitario, implementando le risorse, non solo economiche ma anche culturali, verso una scienza che rappresenti davvero il futuro. (quotidiano.net)