«Uccidere un agnello non toglie i peccati del mondo, anzi, ne aggiunge uno!», questo lo slogan scelto per la campagna pasquale dell’associazione.
L’agnello pasquale, distorta interpretazione del messaggio biblico, come rito tribale in salsa cibernetica, cavalcato dal consumismo e sganciato dalla realtà fatta di esseri senzienti, strappati a madri piangenti, trasportati senza pietà e riguardo, lasciati nei macelli in attesa della morte.
«Non si può continuare a uccidere in nome di una assurda e anacronistica tradizione – ricordano i volontari dell’Enpa di Lugo – che strappa gli agnellini alle loro madri e li macella per imbandire le nostre tavole».
«Si tratta di cuccioli di poche settimane – proseguono i volontari – caricati su camion in condizioni al limite della sopravvivenza, portati al macello in attesa di essere sgozzati».
Violenze, crudeltà e maltrattamenti sarebbero documentati «in diversi reportage che stanno circolando in questi giorni sulla rete – continua l’Enpa di Lugo – in cui vengono presentate macellazioni in gruppo senza che gli agnellini possano sottrarsi alla vista dell’uccisione dei loro simili e a morti coscienti nonostante per legge vi sia l’obbligo dello stordimento».
«Nonostante la pandemia da Coronavirus in corso e le restrizioni per limitare la diffusione del Covid-19, il Ministero della Salute ha trovato il tempo per introdurre una grave deroga consentendo la sosta degli agnelli fino a 3 giorni nei piazzali del macello – continua la nota dell’Enpa di Lugo –. Dopo viaggi estenuanti, gli agnellini urlanti in cerca della madre si ritroveranno in un piazzale in una condizione di ulteriore stress e sofferenza dove saranno esposti all’odore del sangue di quelli già macellati».
Sarà una Pasqua strana, per certi versi cupa; ma forse di rinascita.
Nuovi scenari sono all’orizzonte, sarà inevitabile la riconsiderazione di stili di vita, vecchi retaggi, abitudini malsane.
Speriamo di scrutare la fine delle superstizioni, delle tradizioni arcaiche che vedono l’umanità moderna consumare, ancora oggi, sacrifici come nella sua età arcaica, senza evoluzione.

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