Ennesimo sequestro di cuccioli provenienti dall’Est. Attirati da guaiti provenienti da un auto, la polizia di frontiera di Udine su una Mercedes Station Wagon, guidata da un cittadino italiano proveniente dall’Austria ha trovato 27cuccioli di bulldog francese. I cagnolini erano rinchiusi, in pessime condizioni igienico sanitarie, nel bagagliaio dell’auto, pronti per essere venduti sul mercato dopo essere stati prematuramente strappati alla madre.
I piccoli bulldog, quasi tutti di colore grigio come quelli di un precedente sequestro, avevano tra i 70 e i 90 giorni di vita e viaggiavano condizioni igieniche così precre da essere un vero attentato alla loro sopravvivenza.
Il conducente è stato denunciato e i cani sequestrati, tutti privi di microchip e di documentazione valida per l’importazione, dopo aver ricevuto le prime cure veterinarie, sono stati trasferiti nel canile di Udine. Ora si attende il nullaosta della Procura per procedere all’affido. L’automobile, secondo quanto si è appreso, dopo aver caricato i cagnolini in un allevamento dell’est Europa, li stava trasportando in Italia.
La polizia di frontiera proseguirà le indagini per capire dove sarebbero andati a finire i cuccioli. Pagati poche decine di euro, i cagnolini, se fossero stati introdotti nel mercato nazionale avrebbero consentito un notevole guadagno.
Nel più breve tempo possibile – fanno sapere dall’azienda sanitaria – i cuccioli saranno pronti per essere affidati. Attendiamo solo il nullaosta. Siamo già in possesso di una lista di affidatari dal precedente sequestro. Questo elenco sarà gestito dal Nucleo operativo per l’attività di vigilanza ambientale del Corpo forestale regionale (Noava) e dall’azienda sanitaria”.
A fronte dei tanti cuccioli trasportati a rischio della vita è intervenuto il sindacato di polizia Siulp. “Chi maltratta gli animali e chi lucra con i traffici illeciti di questi cuccioli – osserva un rappresentante del sindacato di polizia Siulp – merita il nostro sdegno. Ciò che mi preme sottolineare è che forse queste bestiole avrebbero dovuto essere accolte altrove, per esempio in una vicina autorimessa (del piano seminterrato della caserma) che, non tanto tempo fa, grazie a fondi di Comune e Prefettura, era stata adibita e adeguata a sala d’attesa in modo da poter accogliere i migranti, che altrimenti avrebbero affollato uffici e locali adiacenti. Oggi vedo che dove non si potevano far sostare le persone è consentito lasciare i cani”. —

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